Crederci. Credere (in qualcosa e di riuscire a farla) è uno stato mentale che può essere indotto attraverso la ripetizione di affermazioni e favorendo così l'autosuggestione. Nel vita e nel lavoro "il crederci" è neutro. Tutto dipende da cosa si crede, dall'abitudine al crederci e dalla positività o negatività di quello che si tende a credere.
Avere un obiettivo, non limitare il "giudizio" alle proprie convinzioni esistenti, e incoraggiare le emozioni positive, aiuta certamente. Si finisce per credere a ciò che ci si ripete in continuazione a prescindere che sia vero, falso o verosimile. La mente fa affermazioni non controllate periodicamente e ciclicamente: così si finisce col diventare quello a cui tendono i pensieri dominanti che occupano la mente.
Senza dimenticare la forza dell'istruzione, la portata dell'apprendimento, l'importanza dell'allenamento e dello sviluppo delle competenze, per fare bene qualsiasi cosa, per prima cosa occorre crederci che riusciamo a farla bene.
[Fonte Napoleon Hill]
Attraverso la consapevolezza della propria professionalità, strategie di acquisizione, e la scoperta di una mentalità vincente e la qualità del servizio clienti, IperProfessional crea professionisti che liberano il loro potenziale e sono in grado di avere la vita che vogliono
mercoledì 31 maggio 2017
lunedì 29 maggio 2017
Il Bravo Venditore
Per essere un bravo venditore, bisogna essere disposti a pagarne il prezzo, che consiste in molte "cose".
In primo luogo si deve controllare ciò che pensiamo, perché "letteralmente" si diventa quello che si pensa.
In secondo luogo si devono rimuovere gli ostacoli mentali così da liberarsi dalle limitazioni autoimposte e andare oltre i pregiudizi autolimitanti.
In terzo luogo occorre coraggio per pensare in modo positivo alla soluzione dei propri problemi stabilendo un obiettivo chiaramente definito.
In quarto luogo una volta che l'obiettivo è stabilito, agire con rapidità, decisione e consapevolezza.
In quinto luogo mettere da parte almeno il 10% di quello che si guadagnerà (netto)
[Fonte Earl Nightingale]
In primo luogo si deve controllare ciò che pensiamo, perché "letteralmente" si diventa quello che si pensa.
In secondo luogo si devono rimuovere gli ostacoli mentali così da liberarsi dalle limitazioni autoimposte e andare oltre i pregiudizi autolimitanti.
In terzo luogo occorre coraggio per pensare in modo positivo alla soluzione dei propri problemi stabilendo un obiettivo chiaramente definito.
In quarto luogo una volta che l'obiettivo è stabilito, agire con rapidità, decisione e consapevolezza.
In quinto luogo mettere da parte almeno il 10% di quello che si guadagnerà (netto)
[Fonte Earl Nightingale]
mercoledì 24 maggio 2017
A ognuno il suo perché
Perché qualcuno dovrebbe comprare il vostro prodotto?
La capacità di persuasione, o l'abilità di vendere il vostro prodotto o il vostro servizio al cliente aumenta se invertite il processo “Come-Cosa-Perché” nella sequenza "Perché - Come - Cosa", definita anche come Cerchio d'Oro (“Golden Circle”). Iniziate allora ogni vostra comunicazione con il potenziale cliente impegnandovi a trasmettere il vostro “perché”, facendolo seguire dal “come” e dal “cosa” . Secondo studi biologici il cervello è diviso in tre componenti principali: la neocorteccia, che corrisponde al livello “Cosa", è responsabile dei pensieri razionali e del linguaggio; il sistema limbico (le altre due parti), è responsabile dei sentimenti ("Come") e del comportamento ("Perché").
Se comunicate dall´esterno verso l´interno (dal “Cosa” al "Perché") l'interlocutore può comprendere informazioni anche complesse: benefici, fatti, numeri, ecc. ecc.
Se comunicate dall’interno verso l’esterno (dal "Perché" al "Cosa"), parlate alla parte del cervello del vostro interlocutore che determina il comportamento, consentendogli di razionalizzarlo con le cose tangibili che avete comunicato e lavorando sulla parte del cervello dalla quale provengono le decisioni d’istinto.
Il vostro cliente non compra quello che fate o proponete, ma il "motivo” per cui lo fate!
[Fonte Simon Sinek]
La capacità di persuasione, o l'abilità di vendere il vostro prodotto o il vostro servizio al cliente aumenta se invertite il processo “Come-Cosa-Perché” nella sequenza "Perché - Come - Cosa", definita anche come Cerchio d'Oro (“Golden Circle”). Iniziate allora ogni vostra comunicazione con il potenziale cliente impegnandovi a trasmettere il vostro “perché”, facendolo seguire dal “come” e dal “cosa” . Secondo studi biologici il cervello è diviso in tre componenti principali: la neocorteccia, che corrisponde al livello “Cosa", è responsabile dei pensieri razionali e del linguaggio; il sistema limbico (le altre due parti), è responsabile dei sentimenti ("Come") e del comportamento ("Perché").
Se comunicate dall´esterno verso l´interno (dal “Cosa” al "Perché") l'interlocutore può comprendere informazioni anche complesse: benefici, fatti, numeri, ecc. ecc.
Se comunicate dall’interno verso l’esterno (dal "Perché" al "Cosa"), parlate alla parte del cervello del vostro interlocutore che determina il comportamento, consentendogli di razionalizzarlo con le cose tangibili che avete comunicato e lavorando sulla parte del cervello dalla quale provengono le decisioni d’istinto.
Il vostro cliente non compra quello che fate o proponete, ma il "motivo” per cui lo fate!
[Fonte Simon Sinek]
lunedì 22 maggio 2017
Il potere del cambiamento
Tutto inizia dalla impostazione mentale. Vi è mai capitato che un collega o un amico vi abbia raccontato che ha un problema di lavoro o che riguarda il lavoro? Avete mai avuto l'impressione che non volesse una soluzione, ma desiderasse soltanto "parlarvi" del problema per avere un po' di attenzione? Beh l'impressione allora era giusta.
Spesso non potete risolvere i loro problemi né i vostri, se loro non cambiano il loro punto di vista o se voi non modificate il vostro.
Non vi piace il vostro lavoro?
I vostri colleghi vi stanno antipatici?
Non sopportate i clienti?
L'attività di ricerca vi fa schifo?
Per prima cosa pensate ai soldi che guadagnate grazie al vostro lavoro, e ipotizzate che cosa accadrebbe se perdeste lavoro? Spesso è proprio quando si rischia di perdere qualcosa che questo qualcosa comincia ad avere un "certo" valore...
Beh allora scrivete su un foglio dieci cose che vi piacciano del vostro lavoro: le più semplici, da avere 15 giorni di vacanza l'anno ad avere un ufficio tutto vostro.
Poi la sera quando avete completato tutte le incombenze domestiche e familiari, ripetete davanti allo specchio "Il mio lavoro mi piace perché..." ed elencate tutte le cose che avrete scritto.
Fate lo stesso la mattina cambiando "mi piace" con "adoro": "Adoro il mio lavoro perché..."
Fatelo ogni giorno.
Vedrete che le cose cambiano.
Finché voi non cambiate, non accade nulla di nuovo!
[Fonte Zig Ziglar]
Spesso non potete risolvere i loro problemi né i vostri, se loro non cambiano il loro punto di vista o se voi non modificate il vostro.
Non vi piace il vostro lavoro?
I vostri colleghi vi stanno antipatici?
Non sopportate i clienti?
L'attività di ricerca vi fa schifo?
Per prima cosa pensate ai soldi che guadagnate grazie al vostro lavoro, e ipotizzate che cosa accadrebbe se perdeste lavoro? Spesso è proprio quando si rischia di perdere qualcosa che questo qualcosa comincia ad avere un "certo" valore...
Beh allora scrivete su un foglio dieci cose che vi piacciano del vostro lavoro: le più semplici, da avere 15 giorni di vacanza l'anno ad avere un ufficio tutto vostro.
Poi la sera quando avete completato tutte le incombenze domestiche e familiari, ripetete davanti allo specchio "Il mio lavoro mi piace perché..." ed elencate tutte le cose che avrete scritto.
Fate lo stesso la mattina cambiando "mi piace" con "adoro": "Adoro il mio lavoro perché..."
Fatelo ogni giorno.
Vedrete che le cose cambiano.
Finché voi non cambiate, non accade nulla di nuovo!
[Fonte Zig Ziglar]
lunedì 15 maggio 2017
Avere la testa sul lavoro
Attitudine, testa e impostazione mentale. Se ne parla sempre. Come si rende più forte la propria impostazione mentale, come ci si può credere di più?
Si rende più forte la propria impostazione mentale se si è focalizzati sul programma di lavoro ideato per raggiungere i propri obiettivi, e se si ha calendarizzato e organizzato le azioni necessarie per conseguire tali obiettivi.
Si rende più forte la propria impostazione mentale se si limita il più possibile la "propria" emotività nelle situazioni di vendita.
Si rende più forte la propria impostazione mentale, se si si tende a desiderare la realizzazione dei propri obiettivi lavorativi giornalieri e settimanali indipendentemente dagli alti e bassi che si avranno.
Si rende più forte la propria impostazione mentale se il nostro corpo è in forma, se la mente è reattiva, se lo spirito è congruo e se si fa proprio il motto di Google ("don't be evil", non essere malvagio).
Si rende più forte la propria impostazione mentale se si è onesti con sé stessi riguardo competenze, approccio e attività.
Si rende più forte la propria impostazione mentale, se ci si crede!
[Fonte: Lorenzo Cavalca]
Si rende più forte la propria impostazione mentale se si è focalizzati sul programma di lavoro ideato per raggiungere i propri obiettivi, e se si ha calendarizzato e organizzato le azioni necessarie per conseguire tali obiettivi.
Si rende più forte la propria impostazione mentale se si limita il più possibile la "propria" emotività nelle situazioni di vendita.
Si rende più forte la propria impostazione mentale, se si si tende a desiderare la realizzazione dei propri obiettivi lavorativi giornalieri e settimanali indipendentemente dagli alti e bassi che si avranno.
Si rende più forte la propria impostazione mentale se il nostro corpo è in forma, se la mente è reattiva, se lo spirito è congruo e se si fa proprio il motto di Google ("don't be evil", non essere malvagio).
Si rende più forte la propria impostazione mentale se si è onesti con sé stessi riguardo competenze, approccio e attività.
Si rende più forte la propria impostazione mentale, se ci si crede!
[Fonte: Lorenzo Cavalca]
venerdì 12 maggio 2017
Gli atteggiamenti verso il rifiuto
Nella vendita il rifiuto e il fallimento fanno parte del sistema. Vendere è un gioco di numeri: dopo tanti No, arriva un Sì.
Quale atteggiamento occorre allora avere verso il rifiuto? Senza dubbio uno dei seguenti:
Il Rifiuto è un'esperienza dalla quale imparare: "non si vede un fallimento nel rifiuto, ma solo un'esperienza dalla quale trarre giovamento".
Il Rifiuto è una correzione della rotta: ""non si vede un fallimento nel rifiuto, si vedono solo le istruzioni per raggiungere gli obiettivi".
Il Rifiuto è un invito a sviluppare senso dell'umorismo: "non si vede un fallimento nel rifiuto, ma la possibilità per ridere di sé e sviluppare humour".
Il Rifiuto è pratica: "non si vede un fallimento nel rifiuto, nel rifiuto si apprezza l'opportunità di esercitare e perfezionare le proprie tecniche".
Il Rifiuto è un gioco: non si vede un fallimento nel rifiuto, l'insuccesso è una parte necessaria del gioco al quale si gioca per vincere".
E voi che atteggiamento avete?
[Fonte: Tom Hopkins]
Quale atteggiamento occorre allora avere verso il rifiuto? Senza dubbio uno dei seguenti:
Il Rifiuto è un'esperienza dalla quale imparare: "non si vede un fallimento nel rifiuto, ma solo un'esperienza dalla quale trarre giovamento".
Il Rifiuto è una correzione della rotta: ""non si vede un fallimento nel rifiuto, si vedono solo le istruzioni per raggiungere gli obiettivi".
Il Rifiuto è un invito a sviluppare senso dell'umorismo: "non si vede un fallimento nel rifiuto, ma la possibilità per ridere di sé e sviluppare humour".
Il Rifiuto è pratica: "non si vede un fallimento nel rifiuto, nel rifiuto si apprezza l'opportunità di esercitare e perfezionare le proprie tecniche".
Il Rifiuto è un gioco: non si vede un fallimento nel rifiuto, l'insuccesso è una parte necessaria del gioco al quale si gioca per vincere".
E voi che atteggiamento avete?
[Fonte: Tom Hopkins]
martedì 9 maggio 2017
La Gestione del tempo
La Gestione del tempo è LA priorità, e l'emergenza, per molti professionisti. Un sensibile miglioramento della qualità del lavoro deriverebbe proprio da una gestione del tempo più efficace e fruttuosa. Da dove iniziare allora?
Da qui.
Scegliete la vostra agenda, per esempio una cartacea. Che cosa va indicato nell'agenda? Qualsiasi attività che si riferisce a questi 3 ambiti: Lavoro, Famiglia e socialità/vita personale.
a) Nel dettaglio vanno indicati gli "appuntamenti" di lavoro (riunioni, attività amministrative, appuntamenti presso i clienti, elementi di procedure di vendita, e varie eventuali), gli appuntamenti relativi alla famiglia (prendere la figlia a danza, portare il figlio agli allenamenti, andare al ricevimento dei docenti ecc ecc), quelli sociali/personali (aperitivo con gli amici, partita di tennis col collega, appuntamento dal parrucchiere, visita dal dentista ecc).
b) Occorre poi distinguere quali attività, in ciascuna dei tre ambiti, sono predeterminate (cioè individuate, registrate in un elenco e inserite in agenda per priorità), da predeterminare (in questo caso occorre decidere quando farlo) o ancora circostanziali (cioè non prevedibili). Ecco l'agenda si occupa delle prime due, a meno che non si disponga di una sfera di cristallo.
c) Le attività predeterminate sono di tre categorie: 1) quelle da compiere in un giorno e in un'ora specifica (l'appuntamento dal cliente, la riunione col boss o col collaboratore, ma anche la visita dal dentista, o qualsiasi attività che avete deciso di svolgere a una certa ora); 2) quelle da compiere in un giorno specifico (ma non necessariamente in un orario specifico): il lead follow-up, determinate telefonate, riunioni veloci con l'assistente per aggiornamenti vari, telefonate da fare "in giornata". 3) attività periodiche, quelle da compiere in un giorno specifico (ed eventualmente a un orario specifico), ciclicamente (la consegna delle fatture, le revisioni di bilancio, determinate riunioni, e la ricerca e il procacciamento della clientela).
d) Le attività predeterminate da compiere in un giorno e in un'ora specifica o in una giornata specifica o che si ripetono periodicamente vanno scritte in agenda.
e) Dovete poi iniziare a programmare con l'agenda e non con la memoria.
[Fonte David Allen]
Da qui.
Scegliete la vostra agenda, per esempio una cartacea. Che cosa va indicato nell'agenda? Qualsiasi attività che si riferisce a questi 3 ambiti: Lavoro, Famiglia e socialità/vita personale.
a) Nel dettaglio vanno indicati gli "appuntamenti" di lavoro (riunioni, attività amministrative, appuntamenti presso i clienti, elementi di procedure di vendita, e varie eventuali), gli appuntamenti relativi alla famiglia (prendere la figlia a danza, portare il figlio agli allenamenti, andare al ricevimento dei docenti ecc ecc), quelli sociali/personali (aperitivo con gli amici, partita di tennis col collega, appuntamento dal parrucchiere, visita dal dentista ecc).
b) Occorre poi distinguere quali attività, in ciascuna dei tre ambiti, sono predeterminate (cioè individuate, registrate in un elenco e inserite in agenda per priorità), da predeterminare (in questo caso occorre decidere quando farlo) o ancora circostanziali (cioè non prevedibili). Ecco l'agenda si occupa delle prime due, a meno che non si disponga di una sfera di cristallo.
c) Le attività predeterminate sono di tre categorie: 1) quelle da compiere in un giorno e in un'ora specifica (l'appuntamento dal cliente, la riunione col boss o col collaboratore, ma anche la visita dal dentista, o qualsiasi attività che avete deciso di svolgere a una certa ora); 2) quelle da compiere in un giorno specifico (ma non necessariamente in un orario specifico): il lead follow-up, determinate telefonate, riunioni veloci con l'assistente per aggiornamenti vari, telefonate da fare "in giornata". 3) attività periodiche, quelle da compiere in un giorno specifico (ed eventualmente a un orario specifico), ciclicamente (la consegna delle fatture, le revisioni di bilancio, determinate riunioni, e la ricerca e il procacciamento della clientela).
d) Le attività predeterminate da compiere in un giorno e in un'ora specifica o in una giornata specifica o che si ripetono periodicamente vanno scritte in agenda.
e) Dovete poi iniziare a programmare con l'agenda e non con la memoria.
[Fonte David Allen]
giovedì 4 maggio 2017
Il proprio tempo prima di tutto
1) La prima cosa da fare è mettere per iscritto un piano di lavoro: ricerca, sviluppo, prequalifica, richiamate, pacchetti e appuntamenti.
2) Nella programmazione tieni conto di tutta la tua vita, quindi nei tempi riservati a hobby, tempo libero, famiglia, gli amici.
3) Dividi attività fisse ricerca/appuntamenti e richiamate da quelle che dipendono da altre (sviluppo-prequalifica-pacchetti).
4) Stabilisci orari e il tempo dedicata a ciascuna attività come se lavorassi da solo
5) Datevi dei punti fermi come ad esempio gli orari lavorativi: orari prestabiliti per fare il punto della situazione per capire a che punto siete con il lavoro e rivedere la lista delle priorità
6) Pianifica le pause che sono salutari, e che ti permettono di procedere nel miglior modo possibile.
7) devi credere nelle tue capacità di riuscita di rispettare l'agenda, di gestire il tempo in modo migliore. Devi ripeterti che ce la puoi fare.
8) Rispettare le scadenze lavorative significa anche dimostrare di essere all'altezza di portare a termine un impegno, che si è affidabili, che il nostro servizio conta e che i nostri clienti hanno la priorità su tutto. .
9) Va bene dire NO. Quando si aggiunge una nuova richiesta, le domande da farsi sono le seguenti: è importante? Non ho niente altro da fare a breve? Riesco a farla ora? Fatela se avete tre Sì, altrimenti rimandate.
10) Lasciate il multitasking al tablet. Fate una cosa per volta, concentrandovi a dovere e con la giusta preparazione.
11) L'efficienza va preparata: andare a letto presto, pranzare leggeri, alzarsi presto tutti i vecchi consigli della "Mamma" aiutano. Ogni giorno prendetevi qualche minure per pensare a cosa avete fatto e cosa dovete fare e per meditare su dove state andando.
12) Cura di sé. Un aiuto per diventare più efficiente viene dall'essere affamato! Per esserlo decidete a Gennaio i giorni di vacanza che avrete durante l'anno, elencate o visualizzate le cose che vorreste fare, le persone con cui vorreste passare il tempo e quale attività vi piacerebbe fare per ricaricarvi.
[Fonte: David Allen]
mercoledì 3 maggio 2017
Vita e Lavoro
Il Lavoro è La Vita
La vita è Volontà
La Volontà è Desiderio
Il Desiderio è Mancanza di qualcosa
La Mancanza è Sofferenza
La Vita è Sofferenza.
Il Lavoro è Sofferenza
e il piacere è assenza momentanea di dolore.
La vita e il lavoro sono brutti e belli perché sono un continuo oscillare tra il dolore e l'aspirazione a una liberazione da esso.
[Fonte Arthur Schopenhauer]
ps: Il Lavoro è Sofferenza = Per vendere tanto occorrono tanti no = Il lavoro è impegno e sacrificio = Il successo richiede una impostazione mentale forte
La vita è Volontà
La Volontà è Desiderio
Il Desiderio è Mancanza di qualcosa
La Mancanza è Sofferenza
La Vita è Sofferenza.
Il Lavoro è Sofferenza
e il piacere è assenza momentanea di dolore.
La vita e il lavoro sono brutti e belli perché sono un continuo oscillare tra il dolore e l'aspirazione a una liberazione da esso.
[Fonte Arthur Schopenhauer]
ps: Il Lavoro è Sofferenza = Per vendere tanto occorrono tanti no = Il lavoro è impegno e sacrificio = Il successo richiede una impostazione mentale forte
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martedì 2 maggio 2017
Fare quello che si vuole
I Passi necessari per fare quello che si vuole (e ottenere il successo, qualunque esso sia).
1) Si stabilisce un obiettivo chiaro.
2) Si smette di criticare sé stessi.
3) Si smette di pensare a ragioni e motivi per i quali non possiamo avere successo o per i quali non possiamo raggiungere l'obiettivo fissato.
4) Ci si "analizza" alla ricerca dell'origine dell'idea che non si possa avere successo (se si pensa questo).
5) Si descrivono le caratteristiche della persona che ci piacerebbe essere (quella che fa quelle cose che servono per raggiungere l'obiettivo).
6) Si recita la parte della persone che si vuole diventare.
[Fonte Earl Nightingale]
1) Si stabilisce un obiettivo chiaro.
2) Si smette di criticare sé stessi.
3) Si smette di pensare a ragioni e motivi per i quali non possiamo avere successo o per i quali non possiamo raggiungere l'obiettivo fissato.
4) Ci si "analizza" alla ricerca dell'origine dell'idea che non si possa avere successo (se si pensa questo).
5) Si descrivono le caratteristiche della persona che ci piacerebbe essere (quella che fa quelle cose che servono per raggiungere l'obiettivo).
6) Si recita la parte della persone che si vuole diventare.
[Fonte Earl Nightingale]
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