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giovedì 14 settembre 2017

Come Cambiare un'abitudine

Per comprendere come cambiare un'abitudine e sostituire a una un'altra più produttiva, occorre identificare le 3 parti dell'abitudine.
Parte 1: Il Segnale
Quando si sente la necessità di soddisfare un'abitudine occorre chiedersi le seguenti cose:
Che ora è?
Dove sono?
Con chi sono?
Che cosa ho appena fatto?
Che cosa provo?
Attenzione una di queste risposte è il Segnale! Pensa a quale risposta c'è sempre quando senti il bisogno di soddisfare un'abitudine!

Parte 2: La Gratificazione. Per scoprirle si segue questo percorso:
Quale bisogno viene soddisfatto con l'abitudine?
Data la risposta, si testa la teoria e si sostituisce la gratificazione per scoprire se il bisogno è sparito.
Se il bisogno sparisce la nuova gratificazione è ciò di cui si ha bisogno.
Se il bisogno non sparisce, stravolgi la ricompensa.
Se anche con lo stravolgimento della ricompensa il bisogno non sparisce occorre sperimentare  fino a trovare qualcosa che soddisfi il bisogno.

Parte 3: Routine
Trovato il segnale e il bisogno occorre modificare i comportamenti e instaurare una nuova routine che risponda al vecchio segnale e provochi la vecchia ricompensa.
La via più facile per creare  una routine è pianificare: Quando ("Segnale"), farò ("Routine"), perché mi dà ("Gratificazione")

[Fonte Charles Duhigg]

lunedì 31 luglio 2017

Abitudine e cambiamento

Secondo studi scientifici le abitudini si formano perché il cervello è alla ricerca di modi per risparmiare energia. L’abitudine, come meccanismo consolidato e automatico, permette al cervello di non lavorare. Insomma con l'abitudine il cervello non contribuisce al processo decisionale in atto e pensa ad altro.
Il "ciclo" dell’abitudine prevede che ci sia un segnale,(normalmente un bisogno), che attiva una routine di comportamento il cui risultato è una gratificazione.
Le abitudini creano bisogni "neurologici”  spesso inconsapevoli e molto influenti. Le routine riducono l’incertezza e diventano il codice di regole non scritte alle quali "conviene" attenersi per non dover ogni volta ridiscutere tutto e avere così la sensazione di muoversi su un terreno poco o per nulla rischioso (gratificazione). La creazione il funzionamento e il consolidamento delle abitudini seguono il medesimo processo a livello individuale, aziendale, e sociale.

Tutti abbiamo delle abitudini, buone o cattive. Scoperto però il meccanismo con il quale si formano, si può  intervenire non per eliminarle ma per ignorarle o modificarle o sostituirle.

I momenti migliori per intervenire sulle abitudini dannose sono i momenti di crisi. Quando qualcosa rompe l’equilibrio, si genera una crisi, e qui si può visualizzare l'insieme delle abitudini in atto per riportarle al livello di consapevolezza necessario per intervenire. Per modificare un processo,  un meccanismo, una situazione in crisi si devono allora visualizzare le “abitudini chiave” e, le routine "principali" e intervenire.  Il cambiamento non si ottiene correggendo ogni singolo aspetto ma identificando alcune priorità determinanti e intervenendo. Conoscere questo è determinante per iniziare a fare il primo passo verso il cambiamento.

[fonte Charles Duhigg]