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martedì 4 settembre 2018

Libretto delle istruzioni per cambiare una abitudine

Per iniziare a modificare e cambiare le tue abitudini non-produttive devi:
  • decidere cosa cambiare dei tuoi comportamenti e delle tue azioni;
  • chiederti quale abilità o conoscenza ti mancano per far crescere di più il tuo lavoro;
  • domandarti che cosa non funziona come dovrebbe delle tue azioni quotidiane e delle tue modalità di lavoro?

Poi stabilisci quando o come iniziare.
  • Se non hai il controllo della   giornata e della  produzione, devi dare una sterzata all'agenda iniziando a inserire novità durante la mattina (dalle 9:00 alle 13:00).
  • Se non hai l'abitudine di tracciare i dati, prenditi l'impegno di verificare se hai svolto le attività programmate in agenda o meno, e se no perché e cosa si è fatto al loro posto.

Nel processo del cambiamento e dopo, ricordati di:
  • non paragonarti agli altri;
  • accettare errori, fallimenti e rallentamenti;
  • considerare il processo di cambiamento e il cambiamento stesso come facile esaltante e gratificante;
  • non sottovalutare impegno, lavoro, azione e sudore!
[Fonte Lorenzo Cavalca]

mercoledì 18 luglio 2018

Pronti per la svolta?

Per accettare di procedere al cambiamento verso abitudini lavorative più produttive, devi:

  • Accettare che ci sarà sempre qualcosa di nuovo da imparare e che esisterà sempre uno spazio per crescere.
  • Convincerti che è la tua attitudine a determinare i tuoi risultati
  • Essere consapevole che sei tu l'unico responsabile della tua produzione.
  • Non dubitare di te e del tuo percorso quando incontri giornate o periodi nei quali non hai i risultati che vorresti.
  • Ricordare che cambiare convinzioni abitudini e comportamenti richiede più tempo di quello che pensi e che devi avere pazienza.
  • Seguire un programma e un'agenda ben organizzare per dedicare tempo alle tue priorità.
  • Tenere elevato il tuo livello di serenità ed energia prestando attenzione a quello che dici, quello che pensi, quello che leggi e ascolti, alle domande che rivolgi a te stesso, e alle persone che frequenti.
  • Fissare obiettivi stimolanti e seguire una procedura per raggiungerli.
  • Conoscere copioni, obiezioni, numeri, dialoghi per avere successo.
  • Ricordare che vendere è il gioco dei numeri nel quale devi ridurre il tempo nel trasformare la persona con cui parli in quella che ti paga. 
[Fonte Lorenzo Cavalca]

giovedì 3 maggio 2018

La Gestione del Cambiamento 2 di 2

Il cambiamento è l'unica costante nell'azienda. Cambiamento di procedure, di fonti di business, di regole, di mercato, di comportamenti, di attività e di personale.
Tuttavia molte persone trovano difficile adattarsi al cambiamento. Molti oppongono resistenza.
Il broker, o meglio il Leader, non può permettersi che il cambiamento non venga attuato.
Il manager non può permettersi di attuare il cambiamento producendo conflitti.

Ecco allora cinque modalità per attuare il cambiamento:

3) Metodo Idealistico
Si lavoro per far cambiare mentalità, credenze e valori alla ricerca di "comunanza di visione" senza implicare il coinvolgimento diretto o la partecipazione attiva.

4) Metodo Analitico
Si procede in modo razionale e logico per step: analisi della situazione, diagnosi, definizione degli obiettivi, ideazione del processo di cambiamento, applicazione del processo, valutazione dei risultati e poi ancora definizione degli obiettivi per il processo di cambiamento.

5) Metodo Operativo
In questo caso si punta a dissolvere la distinzione tra pensiero e azione, tra teoria e pratica. Nella pratica la gestione del cambiamento di traduce nella successione di momenti operativi circoscritti e funzionali che seguono la logica del "caricare-puntare-fuoco". Si tratta della metodologia super-realistica.

Fine di Due di Due

[Fonte Keith Thurley]

mercoledì 2 maggio 2018

La Gestione del Cambiamento 1 di 2

Il cambiamento è l'unica costante nell'azienda. Cambiamento di procedure, di fonti di business, di regole, di mercato, di comportamenti, di attività e di personale.
Tuttavia molte persone trovano difficile adattarsi al cambiamento. Molti oppongono resistenza.
Il broker, o meglio il Leader, non può permettersi che il cambiamento non venga attuato.
Il manager non può permettersi di attuare il cambiamento producendo conflitti.
Ecco allora cinque modalità per attuare il cambiamento:

1) Metodo Prescrittivo.
Il cambiamento viene imposto come atto di imperio, come ultima soluzione quando altre soluzioni sono fallite.. Il broker "rimane" un buon manager, ma non è un leader.

2) Metodo Negoziale.
Funziona quando la divisione delle competenze tra Broker e Consulente funziona come una divisione del riconoscimento di potere: attraverso un accordo e l'accettazione di un compromesso il cambiamento viene accettato.

Fine Prima Parte

[Fonte Keith Thurley]

lunedì 13 novembre 2017

Gestire il comportamento negativo

Ecco un metodo sintetico ed efficace per gestire un comportamento negativo (quello di un collaboratore o il proprio):
1) Definite con chiarezza la tipologia di comportamento negativo e prendete nota degli episodi nei quali lo avete osservato o notato.
2) Discutete il comportamento con la persona interessata raggiungendo il consenso sulla sua descrizione e sulla indicazione del suo effetto / Verificate e accettate che il comportamento ha un effetto che condiziona la vostra produzione in modo negativo.
3) In mancanza di accordo, citate gli episodi specifici spiegando perché costituiscono casi di comportamento negativo./ Parlatene con vostro "Coach" e riducete il vostro Ego.
4) Discutete le ragioni del comportamento negativo, incluse quelle che riguardano la persona interessata voi e l'agenzia. Raggiungete una conclusione di comune accordo / Descrivete le ragioni del comportamento negativo e i danni all'azienda parlandone al "Coach".
5) Parlate dei rimedi possibili e raggiungete l'accordo su quello che deve essere fatto da voi, dall'agenzia e dalla persona interessata / Individuate i rimedi possibili e raggiungete l'accordo su quello che deve essere fatto da voi e parlatene col vostro "Coach".
6) Tracciate le azioni intraprese e i risultati conseguiti.
7) Se la situazione non migliora e se il comportamento negativo torna a compromettere la performance della persona interessata, avviate un procedimento disciplinare nei suoi confrontiSe la situazione non migliora e se il comportamento negativo torna a compromettere la vostra performance assumetevene la responsabilità e calcolate il danno in termini di tempo/soldi/mentalità e prendete impegni col vostro coach per conseguire risultati tangibili abbassando gli obiettivi.
8) Iniziate con un avvertimento orale, indicando  i modi con i quali va migliorato il comportamento entro una scadenza stabilita e se occorre fornite aiuto e assistenzaIndicate quali cambiamenti volete raggiungere entro una specifica scadenza e chiedete aiuto al "Coach" in questo.
9) Se non ci sono miglioramenti, comunicate alla persona interessata quale risultato va ottenuto entro una determinata scadenza prospettando i provvedimenti disciplinari che saranno presi in caso di risultati mancantiSe non ci sono miglioramenti definite con chiarezza il comportamento negativo e gli effetti sulla vostra produzione/redditività.
10) Se il comportamento negativo persiste compromettendo la performance prendete i provvedimenti disciplinari annunciatiSe il comportamento negativo persiste definite bene gli effetti negativi del comportamento sulla vostra produzione e individuate col vostro "Coach" altri comportamenti da modificare per ridurre questi effetti negativi.

[Fonte: Michael Armstrong]

giovedì 14 settembre 2017

Come Cambiare un'abitudine

Per comprendere come cambiare un'abitudine e sostituire a una un'altra più produttiva, occorre identificare le 3 parti dell'abitudine.
Parte 1: Il Segnale
Quando si sente la necessità di soddisfare un'abitudine occorre chiedersi le seguenti cose:
Che ora è?
Dove sono?
Con chi sono?
Che cosa ho appena fatto?
Che cosa provo?
Attenzione una di queste risposte è il Segnale! Pensa a quale risposta c'è sempre quando senti il bisogno di soddisfare un'abitudine!

Parte 2: La Gratificazione. Per scoprirle si segue questo percorso:
Quale bisogno viene soddisfatto con l'abitudine?
Data la risposta, si testa la teoria e si sostituisce la gratificazione per scoprire se il bisogno è sparito.
Se il bisogno sparisce la nuova gratificazione è ciò di cui si ha bisogno.
Se il bisogno non sparisce, stravolgi la ricompensa.
Se anche con lo stravolgimento della ricompensa il bisogno non sparisce occorre sperimentare  fino a trovare qualcosa che soddisfi il bisogno.

Parte 3: Routine
Trovato il segnale e il bisogno occorre modificare i comportamenti e instaurare una nuova routine che risponda al vecchio segnale e provochi la vecchia ricompensa.
La via più facile per creare  una routine è pianificare: Quando ("Segnale"), farò ("Routine"), perché mi dà ("Gratificazione")

[Fonte Charles Duhigg]

lunedì 31 luglio 2017

Abitudine e cambiamento

Secondo studi scientifici le abitudini si formano perché il cervello è alla ricerca di modi per risparmiare energia. L’abitudine, come meccanismo consolidato e automatico, permette al cervello di non lavorare. Insomma con l'abitudine il cervello non contribuisce al processo decisionale in atto e pensa ad altro.
Il "ciclo" dell’abitudine prevede che ci sia un segnale,(normalmente un bisogno), che attiva una routine di comportamento il cui risultato è una gratificazione.
Le abitudini creano bisogni "neurologici”  spesso inconsapevoli e molto influenti. Le routine riducono l’incertezza e diventano il codice di regole non scritte alle quali "conviene" attenersi per non dover ogni volta ridiscutere tutto e avere così la sensazione di muoversi su un terreno poco o per nulla rischioso (gratificazione). La creazione il funzionamento e il consolidamento delle abitudini seguono il medesimo processo a livello individuale, aziendale, e sociale.

Tutti abbiamo delle abitudini, buone o cattive. Scoperto però il meccanismo con il quale si formano, si può  intervenire non per eliminarle ma per ignorarle o modificarle o sostituirle.

I momenti migliori per intervenire sulle abitudini dannose sono i momenti di crisi. Quando qualcosa rompe l’equilibrio, si genera una crisi, e qui si può visualizzare l'insieme delle abitudini in atto per riportarle al livello di consapevolezza necessario per intervenire. Per modificare un processo,  un meccanismo, una situazione in crisi si devono allora visualizzare le “abitudini chiave” e, le routine "principali" e intervenire.  Il cambiamento non si ottiene correggendo ogni singolo aspetto ma identificando alcune priorità determinanti e intervenendo. Conoscere questo è determinante per iniziare a fare il primo passo verso il cambiamento.

[fonte Charles Duhigg]