L'operazione di vendita è un insieme di azioni. La regola A. I. D. A. (Attenzione Interesse Desiderio Azione) dà una chiara idea di questa successione di momenti spesso non sufficientemente chiara.
Questa regola significa questo: il venditore deve suscitare l'attenzione del cliente, interessarlo ai vantaggi che gli vengono offerti, eccitare il suo desiderio di goderne per indurlo a compiere l'azione dell'acquisto.
È ovvio che bisogna distinguere quando il colloquio avviene per iniziativa del cliente allo scopo di soddisfare i suoi desideri (processo nel quale le regole dell'A. I. D. A. valgono sempre) e il processo di vendita vero e proprio che avviene per iniziativa del venditore che "accende" un bisogno nel cliente.
Entrambi i processi sono da padroneggiare.
[Fonte Heinz Goldmann]
Attraverso la consapevolezza della propria professionalità, strategie di acquisizione, e la scoperta di una mentalità vincente e la qualità del servizio clienti, IperProfessional crea professionisti che liberano il loro potenziale e sono in grado di avere la vita che vogliono
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lunedì 29 aprile 2019
mercoledì 10 aprile 2019
Il mercato è il terreno
Porta al posto di lavoro le tue capacità non le tue necessità.
Quando fai domande al potenziale cliente, chiunque questo sia, la tua prontezza a essere interessato a fare domande e ascoltare (tue capacità) per approfondire le "loro" necessità, può farti ottenere molto di più di quanto riusciresti a ottenere se tu fossi interessato solo alle "tue" necessità.
Non parlare al lavoro dei tuoi problemi familiari, dell'influenza e delle malattie che hai avuto, delle tue preoccupazioni sul denaro, delle tue relazioni sentimentali o delle tue disgrazie. È troppo costoso per te.
Il mercato è il terreno e ti fornirà un raccolto solo se ci porti i tuoi semi (le tue abilità), non le tue necessità.
[Fonte: Jim Rohn]
Quando fai domande al potenziale cliente, chiunque questo sia, la tua prontezza a essere interessato a fare domande e ascoltare (tue capacità) per approfondire le "loro" necessità, può farti ottenere molto di più di quanto riusciresti a ottenere se tu fossi interessato solo alle "tue" necessità.
Non parlare al lavoro dei tuoi problemi familiari, dell'influenza e delle malattie che hai avuto, delle tue preoccupazioni sul denaro, delle tue relazioni sentimentali o delle tue disgrazie. È troppo costoso per te.
Il mercato è il terreno e ti fornirà un raccolto solo se ci porti i tuoi semi (le tue abilità), non le tue necessità.
[Fonte: Jim Rohn]
martedì 9 aprile 2019
La lezione del Corallo
«Problemi, sfide e stress sono normali e abituali nel lavoro così come nella vita di tutti i giorni e per questo occorre adattarsi il prima possibile a questa situazione. Quando ho visitato la Grande Barriera Corallina del Pacifico ho chiesto alla guida perché i "granchi" che popolavano la barriera del versante interno fossero lenti e avessero un aspetto pallido e un colore un po' smorto, mentre i loro "cugini" che abitavano il lato "aperto" della barriera risultassero più attivi, intraprendenti e avessero colori più accesi.
La guida sorridendo mi risposte che il corallo che si affaccia sulla laguna non ha stimoli per la crescita e sfide per la sopravvivenza, mentre quello che dà sull'oceano deve resistere alla forza delle onde e alle spinte delle maree e per questo rinnovandosi prospera e cresce sempre più bello e forte. "E questo accade - aggiunse la guida - per ogni organismo che vive in prossimità della Barriera Corallina e per tutti gli esseri che popolano la terra". Vero?»
[Fonte Earl Nightingale]
giovedì 21 marzo 2019
Gestire collaboratori "difficili"
Non tutti i collaboratori difficili o non produttivi sono uguali o hanno comportamenti identici. Ecco allora qualche regola per scoprire a quale dei 6 "gruppi" appartengono, individuare le cause dei loro atteggiamenti e intraprendere le soluzioni per renderli più produttivi.
***Il gossipparo***
Segni di riconoscimento
Crea diffidenza tra i colleghi.
Mette in risalto questioni lavorative o personali dei colleghi.
Ha un atteggiamento negativo.
Riduce la produttività.
Cause dell'atteggiamento
Soffre di bassa auto-stima e gli manca fiducia.
Non riesce a uscire da una condizione nella quale si crede non all'altezza.
Soluzione
Discuti faccia a faccia con lui della sua negatività.
Sviluppa l'abitudine di promuovere un "contro-gossip" positivo discutendo dei benefici che si hanno lavorando per l'agenzia o dei fatti ed eventi positivi che riguardano il team.
Diffondi i risultati dell'agenzia, dei collaboratori produttivi, delle loro idee e dei risultati raggiunti.
**Il NON collaborativo**
Segni di riconoscimento
Molto "devoto" negli atteggiamenti esteriori.
Arrogante.
Non crede nel lavoro di squadra.
Manifesta un atteggiamento del tipo "so tutto/ci penso io".
Cause dell'atteggiamento
Crede di essere indispensabile.
È... "esaurito".
Soluzione
Incoraggialo a prendere una pausa/vacanza.
Procuragli più incentivi per lavorare in gruppo .
Mettigli un po' di pressione limitandone il campo di azione o le attività.
***Il Procastinatore***
Segni di riconoscimento
Fa decrescere la produttività del team.
Non pone attenzione alle scadenze.
Non si preoccupa dell'opinione che gli altri (clienti o colleghi esterni) hanno del team
Cause dell'atteggiamento
È annoiato per mancanza di sfida.
Manca di competenze o abilità.
Ha paura di sbagliare.
Soluzione
Sorprendilo con un riunione testa a testa organizzata senza preavviso.
D'autorità assegnagli delle attività delle quali è responsabile dell'esito finale
Responsabilizzalo sulle scadenze assegnandogli del lavoro
Provvedi a fornirgli le competenze di cui manca
**Il Simpaticone**
Segni di riconoscimento
La sua ansia di far divertire lo ha trasformato in un disturbatore quotidiano.
Tende a non prendere le cose seriamente.
Manca di maturità nell'approccio al lavoro.
Cause dell'atteggiamento
È in cerca di attenzione per mancanza di competenze o arroganza.
Pecca di concentrazione e manca di interesse nello svolgimento delle attività assegnategli.
Soluzione
Organizza una riunione testa a testa per discutere dei suoi comportamenti disturbanti.
Assegnagli attività a stretta scadenza per incoraggiare la concentrazione.
Per togliergli attenzione evita per un po' le riunioni collettive e non confrontarti con lui quando manifesta i comportamenti disturbanti.
***Lo Sfuggente***
Incoraggia il lavoro di squadra per ridurre il flusso di lavoro.
Si scusa con frequenza.
Il suo contributo è trascurabile.
Mette in evidenza e comunica risultati fasulli.
Cause dell'atteggiamento
È molto probabile che abbia timore di sbagliare e/o fallire.
Si preoccupa solo dei suoi guadagni piuttosto che di quelli dell'intera agenzia.
Manca di indipendenza.
Soluzione
Assegnagli attività che non può delegare e della quale è responsabile.
Mettigli pressione fissandogli scadenze.
Evidenzia il suo sforzo e premialo per aver assunto comportamenti virtuosi.
***L'irascibile***
Segni di riconoscimento
Tende a costituire sottogruppi chiusi.
Solleva questioni coinvolgendo nella discussione altri che gli diano manforte.
Si ribella.
Tende a essere il primo che non rispetta le regole.
Cause dell'atteggiamento
Stress.
Non si sente sufficientemente importante e/o ascoltato in azienda.
Soluzione
Confrontati con gli altri membri della squadra che tendono a supportarlo.
Sviluppa provvedimenti per ridurre il suo stress.
Permettigli di manifestare il suo punto di vista nelle riunioni individuali e collettive.
[Fonte Lorenzo Cavalca]
martedì 19 marzo 2019
Immagina...
Immaginati seduto su una comoda sedia. A un certo ti accorgi che sei assetato. Devi bere. Allora ti alzi e ti dirigi verso la cucina.
Mentre cammini ti accorgi che ti è rimasta in mano la penna che stavi usando. Allora torni indietro e la posi nel portapenne. Mentre ritorni sui tuoi passi squilla il telefono: ti chiama qualcuno. Rispondi. La telefonata dura tanto da farti sedere di nuovo sulla sedia. Quando la telefonata termina, guardi lo schermo del computer e noti che il programma di posta ti sta segnalando che è arrivata una email.
Apri il messaggio. Ti metti a leggere l'email. Il messaggio contiene un link a una pagina Web. Ci fai clic. La pagina si apre e cominci a leggere. Quando hai finito chiudi il browser e ti accorgi cha hai ancora sete, anzi sei proprio assetato. Ti ricordi che quella era la tua priorità….
Quante volte sostituendo a questi esempi quelli del lavoro quotidiano, ti sei trovato nella stessa situazione? Quanto produttività ti ha mangiato la tua disorganizzazione?
Sì. Esatto.
Gestire il tempo significa fare le cose importanti, non quante più cose possibili. Quale piccolo comportamento virtuoso devi adottare per iniziare a fare le cose più importanti?
[Fonte Lorenzo Cavalca]
Mentre cammini ti accorgi che ti è rimasta in mano la penna che stavi usando. Allora torni indietro e la posi nel portapenne. Mentre ritorni sui tuoi passi squilla il telefono: ti chiama qualcuno. Rispondi. La telefonata dura tanto da farti sedere di nuovo sulla sedia. Quando la telefonata termina, guardi lo schermo del computer e noti che il programma di posta ti sta segnalando che è arrivata una email.
Apri il messaggio. Ti metti a leggere l'email. Il messaggio contiene un link a una pagina Web. Ci fai clic. La pagina si apre e cominci a leggere. Quando hai finito chiudi il browser e ti accorgi cha hai ancora sete, anzi sei proprio assetato. Ti ricordi che quella era la tua priorità….
Quante volte sostituendo a questi esempi quelli del lavoro quotidiano, ti sei trovato nella stessa situazione? Quanto produttività ti ha mangiato la tua disorganizzazione?
Sì. Esatto.
Gestire il tempo significa fare le cose importanti, non quante più cose possibili. Quale piccolo comportamento virtuoso devi adottare per iniziare a fare le cose più importanti?
[Fonte Lorenzo Cavalca]
venerdì 15 marzo 2019
Le 7 regole della Mentalità
Tenere o recuperare la corretta mentalità è:
[Fonte Wayne Dyer]
- Accettare che come i potenziali clienti e i clienti ti trattano è il loro comportamento, e il modo in cui reagisci a questo è il tuo comportamento.
- Nel momento in cui rinunci a prendere decisioni e a fare delle scelte, entri nel pericoloso mondo delle scuse.
- Sii triste o scegli di non esserlo. Qualunque cosa tu faccia è una tua scelta.
- Risulta facile non agire stare in panchina e giudicare quello che stanno facendo gli altri (fare insomma i "critico"); il difficile è essere chi agisce perché questo richiede sforzo rischio e, soprattutto, cambiamento.
- Solo quando inizi a cambiare il modo in cui vedi le cose, queste stesse cose cambiano.
- Più ti vedi come il professionista che vorrai diventare, più ti immagini con le qualità e competenze che vorresti padroneggiare, più ti avvicinerai a trasformare questa tua visione in realtà.
- Non solo diventiamo quello che pensiamo, il mondo diventa quello che pensiamo: chi vede un mondo buio è cieco alla luce, chi vede il mondo pieno di luce vede le macchie come la possibilità di avere una luce in più.
[Fonte Wayne Dyer]
mercoledì 6 marzo 2019
Impariamo?
L'apprendimento è diverso a seconda dell'azione fatta. .
Noi impariamo
il 10% di quello che leggiamo
il 20% di quello che ascoltiamo
il 30% di quello che vediamo
il 50% di quello che vediamo e ascoltiamo
il 70% di quello che discutiamo con altri
l'80% di quello che sperimentiamo di persona
il 90% di quello che insegniamo a qualcun altro
[Fonte William Glasser]
Noi impariamo
il 10% di quello che leggiamo
il 20% di quello che ascoltiamo
il 30% di quello che vediamo
il 50% di quello che vediamo e ascoltiamo
il 70% di quello che discutiamo con altri
l'80% di quello che sperimentiamo di persona
il 90% di quello che insegniamo a qualcun altro
[Fonte William Glasser]
martedì 19 febbraio 2019
Numeri e Certezza
Tracciate la vostra attività e interpretatene i dati. Abbandonate l'improvvisazione, è pericolosa.
A tutti piace improvvisare per trovare una soluzione e sentirsi artisti anche nel lavoro.
Sapete divertimento entusiasmo ed energia sono determinanti nel business soprattutto negli aspetti pratici del lavoro.
Se ignorate i vostri numeri, rischiate di essere "artisti" che non sanno cosa accade nel loro business né ne comprendono le formule.
Il business prevede procedure e il business è prevedibile.
Non dovete caricare l'attività lavorativa di tutta quella emotività legata al fatto di "non sapere".
Questa incertezza nel vostro lavoro accresce limita la vostra efficienza e rendendovi più timorosi e meno efficaci.
Togliete l'incertezza!
"Misurate" ogni giorno con quante persone parlate, quanti appuntamenti di acquisizione avete fatto e quanti incarichi avete preso! Solo così quando siete al lavoro, sarete più sicuri e determinati.
La conoscenza è potere!
[Fonte Lorenzo Cavalca]
A tutti piace improvvisare per trovare una soluzione e sentirsi artisti anche nel lavoro.
Sapete divertimento entusiasmo ed energia sono determinanti nel business soprattutto negli aspetti pratici del lavoro.
Se ignorate i vostri numeri, rischiate di essere "artisti" che non sanno cosa accade nel loro business né ne comprendono le formule.
Il business prevede procedure e il business è prevedibile.
Non dovete caricare l'attività lavorativa di tutta quella emotività legata al fatto di "non sapere".
Questa incertezza nel vostro lavoro accresce limita la vostra efficienza e rendendovi più timorosi e meno efficaci.
Togliete l'incertezza!
"Misurate" ogni giorno con quante persone parlate, quanti appuntamenti di acquisizione avete fatto e quanti incarichi avete preso! Solo così quando siete al lavoro, sarete più sicuri e determinati.
La conoscenza è potere!
[Fonte Lorenzo Cavalca]
martedì 12 febbraio 2019
Motivazione in Dieci Massime
Spunti di motivazione in dieci massime
"Coloro che sono così pazzi da pensare di poter cambiare il mondo, sono poi quelli che ci riescono." Steve Jobs
"L'empatia è la capacità di comprendere il punto di vista altrui."
Denis Waitley
"L'insuccesso è la possibilità di ricominciare in modo più intelligente."
Henry Ford
"C'è un solo bene: il sapere. C'è un solo male: l'ignoranza."
Socrate
"La decisione più coraggiosa che prendi ogni giorno è quella di essere di buon umore."
Voltaire
"La misura dell'intelligenza è data dalla possibilità di cambiare quando è necessario."
Albert Einstein
"Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo."
Winston Churchill
"Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate niente per cambiarla."
Martin Luther King
"Non aspettare il momento opportuno, crealo."
John Bernard Shaw
"Tutto dipende da come noi guardiamo le cose, non da come le cose sono di per sé stesse."
Carl Gustav Jung
lunedì 11 febbraio 2019
Tre professionisti
Ci sono tre generi di "professionisti" coinvolti nel gioco della Vendita.
Ci sono gli Spettatori: quelli che guardano il loro business come se fosse una barca priva di vela e timone che si sposta seguendo le correnti; sono quelli che aspettano e non sono attivi, che hanno timore di essere rifiutati. Sono coloro che non accettano di essere responsabilizzati, di lavorare per obiettivi perché avendo paura di vincere, costa loro troppo mettersi in gioco e scendere nell'arena del mercato. Per questo guardano gli altri che sono scesi in campo…
Poi ci sono i Perdenti. Non sono chiamati così per le loro condizioni economiche o per il loro status sociale. Sono chiamati così perché invece di mettersi in gioco e di agire, preferiscono piangersi addosso, dare la colpa agli altri (al mercato, alle banche e alla concorrenza), giudicare e contestare a prescindere.
Poi ci sono i Vincenti. Non sono Vincenti perché hanno avuto fortuna, perché si sono guadagnati la loro posizione elevata danneggiando altre persone o facendolo a loro spese. Sono Vincenti perché hanno deciso di lavorare sul loro potenziale e di farlo crescere per raggiungere un obiettivo che li rende felici.
Voi chi siete?
[Fonte Denis Waitley]
Ci sono gli Spettatori: quelli che guardano il loro business come se fosse una barca priva di vela e timone che si sposta seguendo le correnti; sono quelli che aspettano e non sono attivi, che hanno timore di essere rifiutati. Sono coloro che non accettano di essere responsabilizzati, di lavorare per obiettivi perché avendo paura di vincere, costa loro troppo mettersi in gioco e scendere nell'arena del mercato. Per questo guardano gli altri che sono scesi in campo…
Poi ci sono i Perdenti. Non sono chiamati così per le loro condizioni economiche o per il loro status sociale. Sono chiamati così perché invece di mettersi in gioco e di agire, preferiscono piangersi addosso, dare la colpa agli altri (al mercato, alle banche e alla concorrenza), giudicare e contestare a prescindere.
Poi ci sono i Vincenti. Non sono Vincenti perché hanno avuto fortuna, perché si sono guadagnati la loro posizione elevata danneggiando altre persone o facendolo a loro spese. Sono Vincenti perché hanno deciso di lavorare sul loro potenziale e di farlo crescere per raggiungere un obiettivo che li rende felici.
Voi chi siete?
[Fonte Denis Waitley]
martedì 5 febbraio 2019
Copioni copioni copioni
Cosa è un copione? La sequenza delle domande che funzionano di più, che ripetute ordinatamente passo a passo costituiscono una procedura.
Non esiste una procedura se non esistono copioni. Non esiste vendita senza copioni.
Essere "limitati" dall'uso del copione, prima che sia fatto proprio è per molti un limite invalicabile e il motivo per il quale non si ha la produzione desiderata.
L'approccio al copione deve essere questo:
Non esiste una procedura se non esistono copioni. Non esiste vendita senza copioni.
Essere "limitati" dall'uso del copione, prima che sia fatto proprio è per molti un limite invalicabile e il motivo per il quale non si ha la produzione desiderata.
L'approccio al copione deve essere questo:
- I copioni mi danno la sicurezza di fare il mio lavoro
- I copioni mi permettono di essere concentrato sulla fase di vendita che sto sostenendo col "cliente"
- I copioni mi consentono di trattare gli argomenti che stanno a cuore al mio "cliente".
- I copioni mi danno coraggio nella comunicazione sostenuta con i "clienti".
- I copioni permettono di evidenziare le informazioni utili a prendere una decisione.
- I copioni offrono al cliente la possibilità di scoprire quale siano i benefici nel lavorare con me.
Una volta interiorizzati (imparati a memoria e padroneggiati in automatico) i copioni sono fatti propri. Questo processo è possibile se:
Crei un'aspettativa positiva verso l'utilizzo pratico dei copioni.
- Ogni giorno per 10 settimane trovi e scrivi cinque vantaggi che hai dall'utilizzo dei copioni.
- Ogni giorno per 10 settimane trovi e scrivi le conseguenze negative che dipendono dal non usare, né sapere i copioni.
- Colleghi la tua produzione, gli obiettivi di transazioni e di utile all'uso dei copioni.
- Ti alleni quotidianamente e periodicamente da solo e in compagnia nell'uso dei copioni.
- Metti in pratica i copioni nell'attività pratica di ogni giorno.
- Continui a farlo finché vuoi produrre
venerdì 25 gennaio 2019
Regole per la ricerca che richiedono 0 Impegno
Semplici regole da non dimenticare per procacciarsi business al telefono o faccia a faccia.
[FONTE Lorenzo Cavalca]
- Sorridi mentre parli. [Parleresti con una persona triste e dal tono annoiato?]
- Presentati (nome cognome e agenzia). [Non tutti si ricordano di te e sanno chi sei, giusto?]
- Arriva rapidamente al dunque. [Cosa vuoi ottenere?]
- Sii essenziale. [Sei prolisso e parli?]
- Offri e chiedi aiuto [Coinvolgi il tuo interlocutore?]
- Richiedi quello che vuoi ottenere [Stai facendo domande di lavoro?]
- Non scusarti [Stai facendo il tuo lavoro?]
- Ignora sentimenti di riluttanza e paura. [Gestisci la tua paura?]
- Accetta che la maggior parte di coloro che chiami non diventerà tuo cliente. [Vendere è un gioco di numeri, ricordi?]
- Sii preparato al rifiuto: respingono l'offerta che hai proposto, non te. [Hai un ego così grande da pensare che rifiutino te?]
- Pianifica il lavoro. [Chi chiami e quando lo fai?]
- Abbi una visione d'insieme del processo di vendita [A che punto sei nella fase di vendita col tuo interlocutore?]
- Conosci i tuoi obiettivi. [Sai qual è e dove è il tuo traguardo?]
- Impegnati a memorizzare i copioni. [Senza copioni con che coraggio di consideri un venditore?]
- Assicurati di avere un prodotto valido da vendere. [Proprietario e acquirente, cosa "comprano" da te?]
[FONTE Lorenzo Cavalca]
lunedì 7 gennaio 2019
Questioni di business
Il business è cercare lead e notizie di persone che vogliono vendere; sviluppare i lead e trasformarli in appuntamenti; profilare i proprietari; trasformare gli appuntamenti in acquisizioni; vendere gli incarichi acquisiti agli acquirenti selezionati. Questa è vendita. Questo è un business. Questo è il business immobiliare replicabile e prevedibile.
Il tuo business è replicabile ed è prevedibile? Qualcun altro potrebbe teoricamente prendere il tuo posto fare quello che fai e mantenere più o meno il tuo livello di produzione?
Le azioni che esegui sono codificate in un sistema oppure no. Se non lo sono non hai un sistema.
O invece il tuo lavoro e il tuo sistema di lavoro sono completamenti incentrati su di te? Sul tuo carattere? Sulle tue capacità? Sul tuo giro che hai creato in 10 o 20 anni di attività?
I clienti che hai sono tuoi per merito del tuo sistema o per merito delle tue capacità personali?
Se il tuo business non è basato su un sistema replicabile e prevedibile, può anche essere un business di successo, tuttavia senza di te non esiste. Se finisci col delegare la tua produzione ai consulenti e diventi un coordinatore, rischi seriamente di mettere a rischio la tua attività. Se apri un'altra sede, quando tu non sei presente o se tu non la curi e non la fai crescere, affidi il suo sviluppo al caso e probabilmente al fallimento. Se ti circondi di consulenti ma il tuo business è basato sulle tue caratteristiche caratteriali e personali, non riesci a far diventare gli altri tue "copie carbone" e la tua formazione diventa frustrante e priva di risultati.
Riparti da te.
Riparti dall'assumere un sistema replicabile e prevedibile.
[Fonte Lorenzo Cavalca]
Il tuo business è replicabile ed è prevedibile? Qualcun altro potrebbe teoricamente prendere il tuo posto fare quello che fai e mantenere più o meno il tuo livello di produzione?
Le azioni che esegui sono codificate in un sistema oppure no. Se non lo sono non hai un sistema.
O invece il tuo lavoro e il tuo sistema di lavoro sono completamenti incentrati su di te? Sul tuo carattere? Sulle tue capacità? Sul tuo giro che hai creato in 10 o 20 anni di attività?
I clienti che hai sono tuoi per merito del tuo sistema o per merito delle tue capacità personali?
Se il tuo business non è basato su un sistema replicabile e prevedibile, può anche essere un business di successo, tuttavia senza di te non esiste. Se finisci col delegare la tua produzione ai consulenti e diventi un coordinatore, rischi seriamente di mettere a rischio la tua attività. Se apri un'altra sede, quando tu non sei presente o se tu non la curi e non la fai crescere, affidi il suo sviluppo al caso e probabilmente al fallimento. Se ti circondi di consulenti ma il tuo business è basato sulle tue caratteristiche caratteriali e personali, non riesci a far diventare gli altri tue "copie carbone" e la tua formazione diventa frustrante e priva di risultati.
Riparti da te.
Riparti dall'assumere un sistema replicabile e prevedibile.
[Fonte Lorenzo Cavalca]
giovedì 3 gennaio 2019
Abitudini super-produttive
Quali sono le abitudini dei top-producer, dei grandi venditori e di chi fa notevole produzione?
Queste:
Queste:
- I grandi venditori seguono routine: hanno sequenze di comportamenti abituali acquisiti col tempo e con la pratica.
- Tengono la mattina per svolgere le attività più complesse, gli impegni più difficili, i compiti più stimolanti e laboriosi.
- Si esercitano e riflettono sui loro risultati.
- Tracciano i loro progressi e monitorano le attività svolte per raggiungere i loro obiettivi.
- Rinfrescano con la qualità il tempo dedicato alla famiglia e a loro stessi
- Non smettono mai di imparare e sono affamati di conoscenza.
- Programmano le attività che generano reddito e le calendarizzano nella agenda rendendole inderogabili.
- Si impegnano oggi per partire in vantaggio domani.
E voi che aspettate a seguire queste abitudini?
[Fonte William Hill]
venerdì 21 dicembre 2018
Reclutare è vendere
ll reclutamento o la selezione di consulenti o agenti nella propria agenzia, spesso è più un problema che una opportunità. Questo per due motivi.
Il primo è che il titolare demanda ai nuovi consulenti la produzione (vuole che siano altri a fare il "lavoro sporco") e delegando sostanzialmente ad altri il raggiungimento di obiettivi di fatturato ed esponendosi così a un grandissimo rischio
Il secondo è che spesso il titolare non avendo un modello di vendita replicabile ma uno basato sui suoi aspetti personali, sulle sue conoscenze, sul suo modo di essere sui suoi elementi caratteriali ecc ecc non ha le competenze per trasmettere un sistema "duplicabile" semplicemente perché non ce l'ha e non lo conosce. Il risultato è che le iniziative di formazione hanno esisti scarsi perché nel lavoro manca la corrispondenza tra quello che il broker "dice di fare" ai consulenti, e quello che il broker realmente fa, che è diverso.
Le domande alle quali rispondere allora sono queste tre:
1) Come broker, quanto sono capace nel procacciare business (fare ricerca attiva), selezionare la clientela (profilare), e usare copioni di vendita?
2) Se non sono attivo nell'acquisizione, non seleziono proprietari né acquirenti e sono il primo a non avere un sistema (copioni, procedure, standard), come posso pretendere che i miei consulenti lo abbiano? Come posso insegnare un sistema replicabile se non ce l'ho?
3) Che difficoltà ho nel comprendere che se non imparo prima a svolgere il lavoro che richiedo ai miei consulenti, tutti i miei sforzi di selezione e reclutamento di personale saranno vani?
4) Quanto tempo mi occorre per comprendere che reclutare significa ricercare candidati, selezionare i più interessanti, presentare benefici nel lavorare in agenzia e testimonial, e chiudere?
5) La procedura elencata sopra non si chiama vendita?
6) Come Broker voglio veramente delegare la mia produzione ad altri consulenti o voglio essere sempre attivo nel mercato?
Il primo è che il titolare demanda ai nuovi consulenti la produzione (vuole che siano altri a fare il "lavoro sporco") e delegando sostanzialmente ad altri il raggiungimento di obiettivi di fatturato ed esponendosi così a un grandissimo rischio
Il secondo è che spesso il titolare non avendo un modello di vendita replicabile ma uno basato sui suoi aspetti personali, sulle sue conoscenze, sul suo modo di essere sui suoi elementi caratteriali ecc ecc non ha le competenze per trasmettere un sistema "duplicabile" semplicemente perché non ce l'ha e non lo conosce. Il risultato è che le iniziative di formazione hanno esisti scarsi perché nel lavoro manca la corrispondenza tra quello che il broker "dice di fare" ai consulenti, e quello che il broker realmente fa, che è diverso.
Le domande alle quali rispondere allora sono queste tre:
1) Come broker, quanto sono capace nel procacciare business (fare ricerca attiva), selezionare la clientela (profilare), e usare copioni di vendita?
2) Se non sono attivo nell'acquisizione, non seleziono proprietari né acquirenti e sono il primo a non avere un sistema (copioni, procedure, standard), come posso pretendere che i miei consulenti lo abbiano? Come posso insegnare un sistema replicabile se non ce l'ho?
3) Che difficoltà ho nel comprendere che se non imparo prima a svolgere il lavoro che richiedo ai miei consulenti, tutti i miei sforzi di selezione e reclutamento di personale saranno vani?
4) Quanto tempo mi occorre per comprendere che reclutare significa ricercare candidati, selezionare i più interessanti, presentare benefici nel lavorare in agenzia e testimonial, e chiudere?
5) La procedura elencata sopra non si chiama vendita?
6) Come Broker voglio veramente delegare la mia produzione ad altri consulenti o voglio essere sempre attivo nel mercato?
venerdì 14 dicembre 2018
Il fuoco del desiderio
Ci sono dei motivi per i quali fate quello che fate. Sono quelli che vi dicono di alzarvi la mattina e di andare a lavorare, nonostante tutto. I motivi tipicamente sono espressi in euro, in produzione, fatturato.
Il numero che indica la produzione rappresenta anche tutti i motivi per i quali fate quello che fate, e in genere tendete a produrre quello che spendete. Per incrementare gli obiettivi, per pensare in grande, visualizzate dove vanno i soldi, in modo da vedere qual è il premio dello sforzo in più che fate, dell'impegno che ci mettete.
Fissare obiettivi è una competenza che potete acquisire, non è un dato biologico. Per acquisirla esercitatevi: se avete solo una o due ragioni raggiungere i vostri obiettivi finanziari, i primi contrattempi e le prime difficoltà possono bastare a scoraggiarvi.
Se avete 10 o 20 ragioni per raggiungere il successo (il vostro obiettivo), sarete più tenaci e impegnati.
Prendete allora un foglio bianco e scrivete da 10 a 50 (ma potete arrivare anche oltre) obiettivi che volete realizzare nel prossimo anno. Fate un elenco di ogni cosa che nella vostra vita, volete avere, fare, acquistare, usare, tenere, regalare, mettere da parte, vedere, visitare…
L'impegno nello stabilire obiettivi è la ragione principale del successo.
[Fonte Brian Tracy]
Il numero che indica la produzione rappresenta anche tutti i motivi per i quali fate quello che fate, e in genere tendete a produrre quello che spendete. Per incrementare gli obiettivi, per pensare in grande, visualizzate dove vanno i soldi, in modo da vedere qual è il premio dello sforzo in più che fate, dell'impegno che ci mettete.
Fissare obiettivi è una competenza che potete acquisire, non è un dato biologico. Per acquisirla esercitatevi: se avete solo una o due ragioni raggiungere i vostri obiettivi finanziari, i primi contrattempi e le prime difficoltà possono bastare a scoraggiarvi.
Se avete 10 o 20 ragioni per raggiungere il successo (il vostro obiettivo), sarete più tenaci e impegnati.
Prendete allora un foglio bianco e scrivete da 10 a 50 (ma potete arrivare anche oltre) obiettivi che volete realizzare nel prossimo anno. Fate un elenco di ogni cosa che nella vostra vita, volete avere, fare, acquistare, usare, tenere, regalare, mettere da parte, vedere, visitare…
L'impegno nello stabilire obiettivi è la ragione principale del successo.
[Fonte Brian Tracy]
venerdì 7 dicembre 2018
L'importanza di partire col prezzo corretto
Dalla vendita della loro casa, i proprietari molto spesso vogliono ottenere una cifra superiore a quella data dal mercato.
"Se non riusciamo a vendere la casa a questo prezzo, possiamo sempre abbassare il prezzo in seguito".
Oppure.
"Tengo il prezzo alto, così mi riservo uno spazio per negoziare con l'acquirente".
Sono queste due delle obiezioni più comuni formulate dai proprietari alla richiesta di rimodulare il prezzo richiesto alle aspettative del mercato.
Purtroppo in entrambi i casi, la decisione di tenere il prezzo elevato si rivela un danno economico e una scelta costosa.
Il team del professor John Knight della University of the Pacific ha realizzato una ricerca statistica valutando in termini di tempo e denaro gli effetti della scelta del proprietario che decide di vendere la sua casa partendo con una richiesta alta di prezzo, rispetto al mercato, per poi ridurla dopo.
I risultati più interessanti e sorprendenti di questa ricerca sono i seguenti.
1) In primo luogo gli immobili che hanno subìto una revisione del prezzo (a ribasso) vengono in effetti venduti a un prezzo finale di vendita che è tanto minore quanto e quanto maggiore il ribasso dal prezzo iniziale.
In secondo luogo, più a lungo la casa rimane sul mercato, più basso diventa il prezzo finale di vendita.
Lo studio suggerisce poi una serie di riflessioni.
Le riduzioni di prezzo portano i potenziali acquirenti a tre valutazioni principali:
a) la casa ha qualcosa da "nascondere"
b) il rapporto tra agente e proprietario non è basato su un solido legame
c) il passaggio da ribasso a ribasso trasmette il messaggio che il venditore è "disperato" (che è diverso da motivato)
2) Per quanto riguarda invece le regole del mercato, l'immobile in sovrapprezzo viene "individuato" da un numero minore di potenziali acquirenti: se un proprietario infatti pone in vendita la sua casa a 215000 quando ha come prezzo di mercato 190000, gli acquirenti potenziali non troveranno l'immobile quando cercano nei portali on-line tra la fascia di prezzo 150000-200000 euro; mentre se individueranno l'immobile in questione nella fascia di prezzo 200000-250000 euro non la riconosceranno certo come l'immobile più competitivo, anzi lo riterranno come quello che manca di alcune caratteristiche fondamentali, con l'effetto di considerarlo il meno appetibile tra quelli in lista.
Dunque più alto sarà il sovraprezzo (prezzo proposto rispetto al prezzo di mercato) meno saranno i potenziali acquirenti interessati alla casa perché o non riusciranno a individuarla o la scarteranno dopo raffronti per prezzo e caratteristiche con immobili "concorrenti".
L'effetto sarà che la casa non riceverà visite né proposte, e che per venderla occorrerà ridurre la cifra richiesta esponendosi al rischio precedente, a vendere poi a un prezzo ancora più basso rispetto a quello stimato all'inizio come visto al punto 1).
La scelta vincente è fin da subito prezzare l'immobile correttamente così sa suscitare interesse e scatenare visite ed offerte.
(Fonte John Knight)
"Se non riusciamo a vendere la casa a questo prezzo, possiamo sempre abbassare il prezzo in seguito".
Oppure.
"Tengo il prezzo alto, così mi riservo uno spazio per negoziare con l'acquirente".
Sono queste due delle obiezioni più comuni formulate dai proprietari alla richiesta di rimodulare il prezzo richiesto alle aspettative del mercato.
Purtroppo in entrambi i casi, la decisione di tenere il prezzo elevato si rivela un danno economico e una scelta costosa.
Il team del professor John Knight della University of the Pacific ha realizzato una ricerca statistica valutando in termini di tempo e denaro gli effetti della scelta del proprietario che decide di vendere la sua casa partendo con una richiesta alta di prezzo, rispetto al mercato, per poi ridurla dopo.
I risultati più interessanti e sorprendenti di questa ricerca sono i seguenti.
1) In primo luogo gli immobili che hanno subìto una revisione del prezzo (a ribasso) vengono in effetti venduti a un prezzo finale di vendita che è tanto minore quanto e quanto maggiore il ribasso dal prezzo iniziale.
In secondo luogo, più a lungo la casa rimane sul mercato, più basso diventa il prezzo finale di vendita.
Lo studio suggerisce poi una serie di riflessioni.
Le riduzioni di prezzo portano i potenziali acquirenti a tre valutazioni principali:
a) la casa ha qualcosa da "nascondere"
b) il rapporto tra agente e proprietario non è basato su un solido legame
c) il passaggio da ribasso a ribasso trasmette il messaggio che il venditore è "disperato" (che è diverso da motivato)
2) Per quanto riguarda invece le regole del mercato, l'immobile in sovrapprezzo viene "individuato" da un numero minore di potenziali acquirenti: se un proprietario infatti pone in vendita la sua casa a 215000 quando ha come prezzo di mercato 190000, gli acquirenti potenziali non troveranno l'immobile quando cercano nei portali on-line tra la fascia di prezzo 150000-200000 euro; mentre se individueranno l'immobile in questione nella fascia di prezzo 200000-250000 euro non la riconosceranno certo come l'immobile più competitivo, anzi lo riterranno come quello che manca di alcune caratteristiche fondamentali, con l'effetto di considerarlo il meno appetibile tra quelli in lista.
Dunque più alto sarà il sovraprezzo (prezzo proposto rispetto al prezzo di mercato) meno saranno i potenziali acquirenti interessati alla casa perché o non riusciranno a individuarla o la scarteranno dopo raffronti per prezzo e caratteristiche con immobili "concorrenti".
L'effetto sarà che la casa non riceverà visite né proposte, e che per venderla occorrerà ridurre la cifra richiesta esponendosi al rischio precedente, a vendere poi a un prezzo ancora più basso rispetto a quello stimato all'inizio come visto al punto 1).
La scelta vincente è fin da subito prezzare l'immobile correttamente così sa suscitare interesse e scatenare visite ed offerte.
(Fonte John Knight)
giovedì 6 dicembre 2018
Lavorare "Bene" in compagnia
Dieci regole per lavorare bene con colleghi e collaboratori.
1. Mostra fiducia in te stesso.
2. Usa e attieniti a procedure specifiche e ripetitive.
3. Sii umile.
4. Non cedere al gioco del pettegolezzo.
5. Rispetta i tuoi colleghi anche se non condividi i loro modi o non ti piacciono.
6. Sii paziente con chi lavora per te e con te.
7. Rispetta le scadenze, soprattutto quelle imposte e accettate da altri.
8. Coinvolgi e rendi partecipi i membri della squadra con cui lavori per trasformarla in team.
9. Cura la tua immagine. Il look quotidiano deve essere quello che avresti per un appuntamento di lavoro importante.
10. Condividi le informazioni con staff e colleghi.
[Fonte Lorenzo Cavalca]
1. Mostra fiducia in te stesso.
2. Usa e attieniti a procedure specifiche e ripetitive.
3. Sii umile.
4. Non cedere al gioco del pettegolezzo.
5. Rispetta i tuoi colleghi anche se non condividi i loro modi o non ti piacciono.
6. Sii paziente con chi lavora per te e con te.
7. Rispetta le scadenze, soprattutto quelle imposte e accettate da altri.
8. Coinvolgi e rendi partecipi i membri della squadra con cui lavori per trasformarla in team.
9. Cura la tua immagine. Il look quotidiano deve essere quello che avresti per un appuntamento di lavoro importante.
10. Condividi le informazioni con staff e colleghi.
[Fonte Lorenzo Cavalca]
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