Attraverso la consapevolezza della propria professionalità, strategie di acquisizione, e la scoperta di una mentalità vincente e la qualità del servizio clienti, IperProfessional crea professionisti che liberano il loro potenziale e sono in grado di avere la vita che vogliono

Visualizzazione post con etichetta coaching. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coaching. Mostra tutti i post

lunedì 25 settembre 2017

Le caratteristiche di un leader

Per essere leader (colui che raggiunge i suoi obiettivi) occorre:
  • Coraggio incrollabile basato sulla conoscenza di sé stessi e del proprio lavoro (la conoscenza è potere).
  • Autocontrollo: Chi non sa controllare sé stesso non sa controllare gli altri (la forza dell'esempio)
  • Senso di Giustizia: Senza un senso di giustizia nessun leader ha il rispetto dei suoi collaboratori (l'onestà prima di tutto).
  • Chiarezza nelle decisioni. Chi indugia nelle decisioni, non può guidare gli altri efficacemente (non procrastrinare). 
  • Piani precisi. Il leader pianifica le sue azioni e agisce secondo i piani (procedere per tentativi porta al fallimento).
  • Personalità gradevole. Nessun individuo trasandato, poco attraente e ostile può diventare un leader di successo (la forma è sostanza).
  • Comprensione e simpatia. Un leader comprende i problemi dei suoi collaboratori (domandare e ascoltare).
  • Padronanza dei dettagli. L'assoluta padronanza degli dettagli consente al leader di occuparsi della sostanza (i dettagli dopo perché si sanno già).
  • Disponibilità ad assumersi la piena responsabilità. Il leader è disposto ad assumersi la responsabilità di errori e difetti dei collaboratori (la squadra e non l'individuo).
  • Collaborazione. Il leader comprende e applica il principio dell'impegno comune per spingere i collaboratori a fare lo stesso. (ispirazione ed esempio)

[Fonte Napoleon Hill]

lunedì 15 maggio 2017

Avere la testa sul lavoro

Attitudine, testa e impostazione mentale. Se ne parla sempre.  Come si rende più forte la propria impostazione mentale, come ci si può credere di più?

Si rende più forte la propria impostazione mentale se si è focalizzati sul programma di lavoro ideato per raggiungere i propri obiettivi, e se si ha calendarizzato e organizzato le azioni necessarie per conseguire tali obiettivi.

Si rende più forte la propria impostazione mentale se si limita il più possibile la "propria" emotività nelle situazioni di vendita.

Si rende più forte la propria impostazione mentale, se si si tende a desiderare la realizzazione dei propri obiettivi lavorativi giornalieri e settimanali indipendentemente dagli alti e bassi che si avranno.

Si rende più forte la propria impostazione mentale se il nostro corpo è in forma, se la mente è reattiva, se lo spirito è congruo e se si fa proprio il motto di Google ("don't be evil", non essere malvagio).

Si rende più forte la propria impostazione mentale se si è onesti con sé stessi riguardo competenze, approccio e attività.

Si rende più forte la propria impostazione mentale, se ci si crede!

[Fonte: Lorenzo Cavalca]

venerdì 12 maggio 2017

Gli atteggiamenti verso il rifiuto

Nella vendita il rifiuto e il fallimento fanno parte del sistema. Vendere è un gioco di numeri: dopo tanti No, arriva un Sì.
Quale atteggiamento occorre allora avere verso il rifiuto? Senza dubbio uno dei seguenti:

Il Rifiuto è un'esperienza dalla quale imparare: "non si vede un fallimento nel rifiuto, ma solo un'esperienza dalla quale trarre giovamento".

Il Rifiuto è una correzione della rotta: ""non si vede un fallimento nel rifiuto, si vedono solo le istruzioni per raggiungere gli obiettivi".

Il Rifiuto è un invito a sviluppare senso dell'umorismo: "non si vede un fallimento nel rifiuto, ma la possibilità per ridere di sé e sviluppare humour".

Il Rifiuto è pratica:  "non si vede un fallimento nel rifiuto, nel rifiuto si apprezza l'opportunità di esercitare e perfezionare le proprie tecniche".

Il Rifiuto è un gioco: non si vede un fallimento nel rifiuto, l'insuccesso è una parte necessaria del gioco al quale si gioca per vincere".

E voi che atteggiamento avete?


[Fonte: Tom Hopkins]

martedì 9 maggio 2017

La Gestione del tempo

La Gestione del tempo è LA priorità, e l'emergenza, per molti professionisti. Un sensibile miglioramento della qualità del lavoro deriverebbe proprio da una gestione del tempo più efficace e fruttuosa. Da dove iniziare allora?

Da qui.
Scegliete la vostra agenda, per esempio una cartacea. Che cosa va indicato nell'agenda? Qualsiasi attività che si riferisce a questi 3 ambiti: Lavoro, Famiglia e socialità/vita personale.

a) Nel dettaglio vanno indicati gli "appuntamenti" di lavoro (riunioni, attività amministrative, appuntamenti presso i clienti, elementi di procedure di vendita, e varie eventuali), gli appuntamenti relativi alla famiglia (prendere la figlia a danza, portare il figlio agli allenamenti, andare al ricevimento dei docenti ecc ecc), quelli sociali/personali (aperitivo con gli amici, partita di tennis col collega, appuntamento dal parrucchiere, visita dal dentista ecc).

b) Occorre poi distinguere quali attività, in ciascuna dei tre ambiti, sono predeterminate (cioè individuate, registrate in un elenco e inserite in agenda per priorità), da predeterminare (in questo caso occorre decidere quando farlo) o ancora circostanziali (cioè non prevedibili). Ecco l'agenda si occupa delle prime due, a meno che non si disponga di una sfera di cristallo.

c) Le attività predeterminate sono di tre categorie: 1) quelle da compiere in un giorno e in un'ora specifica (l'appuntamento dal cliente, la riunione col boss o col collaboratore, ma anche la visita dal dentista, o qualsiasi attività che avete deciso di svolgere a una certa ora); 2) quelle da compiere in un giorno specifico (ma non necessariamente in un orario specifico): il lead follow-up, determinate telefonate, riunioni veloci con l'assistente per aggiornamenti vari, telefonate da fare "in giornata". 3) attività periodiche, quelle da compiere in un giorno specifico (ed eventualmente a un orario specifico), ciclicamente (la consegna delle fatture, le revisioni di bilancio, determinate riunioni, e la ricerca e il procacciamento della clientela).

d) Le attività predeterminate da compiere  in un giorno e in un'ora specifica o in una giornata specifica o che si ripetono periodicamente vanno scritte in agenda.

e) Dovete poi iniziare a programmare con l'agenda e non con la memoria.

[Fonte David Allen]

giovedì 4 maggio 2017

Il proprio tempo prima di tutto


1) La prima cosa da fare è mettere per iscritto un piano di lavoro: ricerca, sviluppo, prequalifica, richiamate, pacchetti e appuntamenti.

2) Nella programmazione tieni conto di tutta la tua vita, quindi nei tempi riservati a hobby, tempo libero, famiglia, gli amici. 

3)  Dividi attività fisse ricerca/appuntamenti e richiamate da quelle che dipendono da altre (sviluppo-prequalifica-pacchetti).

4) Stabilisci orari e il tempo dedicata a ciascuna attività  come se lavorassi da solo

5) Datevi dei punti fermi come ad esempio gli orari lavorativi: orari prestabiliti per fare il punto della situazione per capire a che punto siete con il lavoro e rivedere la lista delle priorità

6) Pianifica le pause che sono salutari, e che ti permettono di  procedere nel miglior modo possibile.

7) devi credere nelle tue capacità di riuscita di rispettare l'agenda, di gestire il tempo in modo migliore. Devi ripeterti che ce la puoi fare.

8) Rispettare le scadenze lavorative significa anche dimostrare   di essere all'altezza di portare a termine un impegno, che si è affidabili, che il nostro servizio conta e che i nostri clienti hanno la priorità su tutto. .

9) Va bene dire NO.  Quando si aggiunge una nuova richiesta, le domande da farsi sono le seguenti: è importante? Non ho niente altro da fare a breve? Riesco a farla ora? Fatela se avete tre Sì, altrimenti rimandate.

10) Lasciate il multitasking al tablet. Fate una cosa per volta, concentrandovi a dovere e con la giusta preparazione.

11) L'efficienza va preparata: andare a letto presto, pranzare leggeri, alzarsi presto tutti i vecchi consigli della "Mamma" aiutano. Ogni giorno prendetevi qualche minure per pensare a cosa avete fatto e cosa dovete fare e per meditare su dove state andando.
12) Cura  di sé. Un aiuto per diventare più efficiente viene dall'essere affamato! Per esserlo decidete  a Gennaio i giorni di vacanza che avrete durante l'anno, elencate o visualizzate le cose che vorreste fare, le persone con cui vorreste passare il tempo e quale attività vi piacerebbe fare per ricaricarvi.

[Fonte: David Allen]

mercoledì 3 maggio 2017

Vita e Lavoro

Il Lavoro è La Vita
La vita è Volontà
La Volontà è Desiderio
Il Desiderio è Mancanza di qualcosa
La Mancanza è Sofferenza
La Vita è Sofferenza.
Il Lavoro è Sofferenza
e il piacere è assenza momentanea di dolore.
La vita e il lavoro sono brutti e belli perché sono un continuo  oscillare tra il dolore e l'aspirazione a una liberazione da esso.

[Fonte Arthur Schopenhauer]

ps: Il Lavoro è Sofferenza = Per vendere tanto occorrono tanti no = Il lavoro è impegno e sacrificio = Il successo richiede una impostazione mentale forte

martedì 2 maggio 2017

Fare quello che si vuole

I Passi necessari per fare quello che si vuole (e ottenere il successo, qualunque esso sia).
1) Si stabilisce un obiettivo chiaro.
2) Si smette di criticare sé stessi.
3) Si smette di pensare a ragioni e motivi per i quali non possiamo avere successo o per i quali non possiamo raggiungere l'obiettivo fissato.
4) Ci si "analizza" alla ricerca dell'origine dell'idea che non si possa avere successo (se si pensa questo).
5) Si descrivono le caratteristiche della persona che ci piacerebbe essere (quella che fa quelle cose che servono per raggiungere l'obiettivo).
6) Si recita la parte della persone che si vuole diventare.

[Fonte Earl Nightingale]

giovedì 27 aprile 2017

Ma che Mentalità!

Avete mai sentito dire la testa è tutto? Oppure, ha l'approccio corretto? O ancora, ha una forte impostazione mentale? Significa che se non ci credete voi, non ci crede nessuno. Parte tutto da qui.
Chi nasce con una "bella" e forte impostazione mentale è certo avvantaggiato. Tutti comunque possono guadagnarsela col tempo e con impegno.

Come si fa? Facendo tutto queste cose insieme.
a) Si devono gli obiettivi di produzione al lavoro giornaliero e alle abitudini quotidiane.
b) Bisogna sviluppare un collegamento emotivo tra obiettivi, i benefici che si ottengono dal raggiungimento degli obiettivi e il prezzo da pagare per raggiungere gli obiettivi stessi.
c) Non si deve perdere tempo ed energia in cose che non si possono controllare
d) Bisogna prenderci dei rischi: chi sta al sicuro non ha tanto successo, a meno che non sia stare al sicuro.
e) L'emotività nel lavoro è cattiva consigliera. Va limitata il più possibile concentrandosi su dati, numeri, procedure e risultati
f) Non resistere ai cambiamenti necessari: il fatto di essere in un certo modo, nel lavoro non è sempre un vantaggio; nel lavoro conta quello che funziona non cosa piace
g) Non si può accontentare sempre tutti
h) Il rifiuto non va preso personalmente e il fallimento è parte del lavoro
i) Si deve pianificare l'agenda per l'intero anno
l) Bisogna trovare un sistema per tracciare la propria attività e verificare quello che si è fatto e quello che non si è fatto.

Buon lavoro!

[Fonte Napoleon Hill]

L'Arte di Fare Domande

Vendere non è parlare, Vendere è fare domande.
Questo è un vecchio adagio della Vendita, verissimo anche oggi.
Per padroneggiare questa "arte" da dove si inizia?
Punto uno: dalla preparazione, da script, da copioni, da un lista di domande già elaborata! l'improvvisazione è cattiva consigliera.
Punto due: dall'obiettivo che si vuole ottenere dalla conversazione. Una referenza? Un appuntamento? Una "valutazione"? Un perché? Un riconoscimento? Una firma? A seconda dell'obiettivo cambiano le domande da fare. Nel lavoro,  senza obiettivi, si fanno conversazioni a vanvera.
Punto tre: si ascoltano le risposte. C'è un solo modo per ascoltare, si fa silenzio, non si interrompe e si sente cosa dice l'altra parte per comprendere. Una volta che si è compreso quanto detto, si fa la domanda successiva. Non si ascolta per rispondere, si ascolta per capire.
Punto quattro: Si prende nota delle risposte. Se la conversazione è telefonica serve per non perdere il filo, se è faccia a faccia sì assicura ulteriore attenzione all'interlocutore.
Punto cinque: per far comprendere all'altro che lo si sta ascoltando può essere utile dare segni di approvazione (muovendo la testa o dicendo affermazioni) e ripetendo in sintesi i concetti espressi dall'interlocutore.
Punto sei: in una conversazione comanda chi fa domande. Se l'interlocutore va fuori tema, si dilunga, dopo "un po'" lo si interrompe ricordando quanto ha appena detto e si fa la domanda successiva.

[Fonte: Tom Hopkins/Mike Ferry]

giovedì 20 aprile 2017

Da solo in gruppo o in team?

Ci sono una serie di attività che è bene svolgere da soli, per completarli più rapidamente e/o eseguirli più efficacemente o perché bisogna averne il controllo.

Quando la produzione raggiunge un livello tale che si ha la sensazione di non farcela più, il tempo libero manca o non si riesce a offrire il servizio desiderato, è il momento di farsi aiutare da qualcuno: una segretaria, un'assistente, un altro venditore o qualsiasi altra figura.

Bene. A questo punto si crea un "insieme" che può essere un gruppo o un team. Qual è la differenza?
Un gruppo è un insieme di persone che formano una unità riconoscibile alla quale appartengono e all'interno della quale la responsabilità dei risultati non è divisa in modo pari e nel quale il livello di interdipendenza tra le parti non è molto intenso.
Per esempio sono un gruppo, il dentista e la sua assistente, il notaio e la segretaria, il venditore senior e il junior che lo affianca per un breve periodo, ma possono esserlo anche il titolare di un negozio e le commesse oppure l'agente immobiliare e il suo staff.

Il team è un gruppo composto da almeno 4/5 persone che hanno competenze e abilità complementari e che si uniscono per collaborare e hanno un elevato grado di dipendenza le une dalle altre. Il team non solo ha obiettivi condivisi, ma sono condivise anche le strategie e le azioni per raggiungerli.

Critico è valutare se si ha bisogno di un gruppo o di un team e evitare di pensare di lavorare in team quando poi si lavora in gruppo e viceversa.

Per scoprire se fate parte di un team o di un gruppo, rispondete Sì o NO a queste domande:

1) Le persone con le quali lavoro hanno un elevato livello di dipendenza le une dalle altre e si considerano tutte responsabile del raggiungimento dell'obiettivo finale?
2) Appartengo a un insieme di persone che hanno competenze complementari?
3) Il risultato delle mie attività ha effetti anche sulle persone che lavorano con me?

Se la maggioranza delle risposte è Sì lavorate in un team, se è NO in un gruppo.

[Fonte Manfred Kets de Vries]

lunedì 10 aprile 2017

Ottimizzare il business futuro!

Come si può ottenere il massino dalle sessioni telefoniche dedicate a chiamare il proprio database di clienti o a effettuare chiamate a freddo?
Regola 1 Occorre fissare obiettivi: il numero dei contatti da chiamare, le ore da dedicare a questa attività, o gli appuntamenti/trattative da fissare. Occhio, se l'obiettivo non è specifico né scritto non è un obiettivo!
Regola 2: Abituiamoci: facciamo questa attività sempre allo stesso orario, che sia mattina o pomeriggio
Regola 3: Cha fare "prima"? Prima di questa attività fare solo altre attività propedeutiche: studiare dati, analizzare il mercato, organizzare i nominativi da chiamare, ripassare copioni e presentazioni, recitarli in compagnia o da solo, ascoltare o leggere contenuti motivazionali
Regola 4: Organizzazione. Bisogna creare l'elenco dei clienti-passati, organizzare per categorie la banca-dati, dotarsi di bloc-notes per segnare appunti e annotare le notizie, tenere l'agenda aperta per fissare gli appuntamenti. Più si è organizzati più si è produttivi.
Regola 5 Condivisione! Gli obiettivi di ricerca sono da condividere con staff,  famiglia, colleghi, o mentori così da essere più responsabilizzati
Regola 6 Chi si cerca? Si deve definire e scrivere chi si sta cercando. Occorre avere chiaro quale sia la "propria" definizione di "lead", notizia
Regola 7 Info e Notizia. Assolutamente è necessario decidere come (tempi e modalità) gestire la semplice informazione, per quanto tempo tenerla attiva e in che modo sviluppare l'informazione e le notizie (i lead)
Regola 8 Studiare Database! Si deve definire e usare la banca dati suddividendola in categorie, sottocategorie e priorità.
Regola 9 Niente distrazioni. Nel fare le telefonate occorre "uscire" dal client-email e da altri programmi che non siano quelli che forniscono le info del contatto, chiudere la porta dell'ufficio, o d'ingresso se necessario. Non bisogna cercare  distrazioni per non essere produttivi.
Regola 10 Legame: si devono legare i risultati della ricerca ai risultati del resto della  attività (appuntamenti/vendite/agenda/disciplina)

[Fonte Lorenzo Cavalca]

lunedì 3 aprile 2017

La regola del tempo del Monaco e di Robin Sharma

[Le persone più indaffarate sono quelle che hanno tempo in abbondanza, CIT]
Robin Sharma ne  "il Monaco che vendete la sua Ferrari" ci ricorda che alla base di tutto (lavoro, ma anche la vita) c'è il rispetto del Tempo: l'unica risorsa non rinnovabile che abbiamo e anche la più importante.

Come le si dimostra rispetto?
Pianificando "a tavolino" (attività e pause)
Concentrandoci sulle priorità
Non rimandando

Qualche consiglio pratico? Secondo Robin Sharma sono queste:

Dire di no
Concentrarsi sulle attività "ad alto impatto"
Lottare contro i ladri di tempo (per esempio non rispondere sempre al cellulare, che ha come scopo quello di agevolarci la vita non di complicarla)
Ricordarsi che Produttività fa rima con semplicità
Smetterla di lavorare pensando di avere davanti ancora 500 anni

[Fonte Robin Sharma]

giovedì 30 marzo 2017

Il Triangolo di Hemery

La mente è la chiave nello sport come nel lavoro. Per ottenere grandi risultati uno sportivo, un manager, un venditore professionista deve puntare su un trittico costituito da Atteggiamento Mentale, Conoscenza (la "tecnica" del settore di riferimento) ed Esperienza  (la forma fisica, l'allenamento e le ore di gara nello sport e la forma fisica, la pratica effettiva e le ore di "lavoro" nel lavoro).

La conoscenza dà lo strumento, l'Esperienza l'abitudine all'uso e l'Atteggiamento Mentale dà consapevolezza e responsabilità. Questo legame, (diventato una delle fondamenta di qualsiasi programma di formazione aziendale/coaching) è stato ideato da David Hemery, coach sportivo inglese e vincitore della medaglio d'oro nei 400 ostacoli alle Olimpiadi del 1968 di Città del Messico!

[Fonte David Hemery]

martedì 28 marzo 2017

Manager e delega

Non si può fare tutto da soli. Ecco perché occorre delegare. Ecco perché i bravi manager delegano.
Che cosa significa delegare?
Non significa assegnare a qualcuno un compito o una sua parte.
La delega è distribuzione di potere!
Io delego quando assegno ad altri qualcosa che compete a me assegnando ad altri il potere di prendere decisioni in merito, ma continuando a rispondere personalmente dei risultati.
Chi ha il compito di eseguire un determinato compito, ha la responsabilità di eseguire l'attività oggetto della delega, deve disporre dei poteri e delle autorizzazioni necessarie per svolgere le azioni necessarie a svolgere quella specifica attività,  non è responsabile però dei "risultati".

Il rischio principale della delega è l'effetto "doppio-tempo". Per una serie di motivi, cioè scarsa fiducia, troppa ansia, controllo eccessivo o piacere nel fare ciò che si fa, il manager teme che il "delegato" non svolga il lavoro che deve come il manager si aspetta,  come il manager vorrebbe che il lavoro venisse eseguito. Allora il manager segue da vicino il delegato e interviene continuamente, spendendo tempo nel tempo in cui il manager aveva deciso di non occuparsene.
Questo distrugge la fiducia del collaboratore (delegato), lo innervosisce, condiziona in negativo la sua autostima e diminuendone i poteri e la responsabilità annulla di fatto l'effetto della delega.

[Fonte Michael Armstrong]

Le Regole del Prezzo per gli Agenti

Le Magnifiche Regole sul prezzo per gli Agenti Immobiliari

1] Fare appuntamenti di acquisizione e visite presso gli immobili condivisi dai colleghi. Aiuta a conoscere il mercato reale e dare più sicurezza nel prezzare gli immobili.
2] Nessuna responsabilità. L'unico responsabile del prezzo è il mercato, l'agente è soltanto il messaggero. Se i prezzi salgono gli agenti non hanno meriti,  se scendono non hanno colpe. La loro responsabilità è conoscere il mercato per comunicare il prezzo corretto.
3] Dire la verità sul prezzo, non importa  quanto possa essere spiacevole, sgradevole.
4] Usare dati di mercato, statistiche dell'agenzia delle Entrate, info dell'Osservatorio Immobiliare, statistiche raccolte dalle associazioni di categoria, dai sistemi MLS non solo per mostrare quello che c'è in vendita ma per "spiegare" il prezzo da comunicare.
5] Accettare i cambiamenti del mercato: i prezzi  salgono e scendono. Sapere che una casa acquisita non si vende per il prezzo proposto e non dirlo al proprietario è un'enorme negligenza.
6] Comunicare quello che è accaduto e quello che accadrà: tante visite e nessuno offerta. significa che il prezzo non è corretto, poche visite e nessuna offerta significa che il prezzo non è corretto .
[Fonte Lorenzo Cavalca]

martedì 21 marzo 2017

Le Leggi di Bill Gates

Leggenda (metropolitana?) vuole che ai tempi nei quali era il Boss della Microsoft, Bill Gates fosse stato inviato a parlare alle classi di una scuola superiore americana (high school) per parlare di lavoro, formazione e prospettive.
Questo è in sintesi quello che pare che abbia detto alla platea di studenti e docenti. Una sorta di decalogo

Ragazzi, la vita è ingiusta! abituatevi!

Il mondo se ne frega della vostra autostima: il mondo si aspetta che combinate qualcosa prima di poterne gioirne voi stessi.

Non si guadagnano  200.000 dollari all'anno una volta finita la scuola! Non avrete telefono e auto aziendale prima che riusciate a guadagnarvi questi privilegi.

Se pensate che i vostri insegnanti siano duri con voi, aspettate di avere un capo.

Lavorare in un locale non significa "abbassarsi". I vostri nonni avevano una parola diversa per questo, la chiamavano "opportunità". È esperienza.

Se fate un pasticcio, non è colpa dei vostri genitori, smettetela di piagnucolare e imparate dai vostri errori.

Prima della vostra nascita, i vostri genitori non erano così noiosi come lo sono ora! Sono diventati in questo modo per pagare le vostre bollette, pulire i vostri vestiti e a furia di ripetere all'infinito quanto siete bravi e intelligenti. Quindi, prima di salvare le foreste pluviali dai parassiti, iniziate a pulire la vostra stanza e mettete in ordine tutto ciò che vi si trova.

In certe scuole sono stati “addolciti” i voti e i giudizi e vi sono state date delle opportunità per essere promossi: non è così nella vita reale!

La vita non è divisa in semestri. L'estate non è un periodo di ferie. E sono molto pochi i datori di lavoro disposti ad aiutarvi a farvi assumere. Trovare un posto di lavoro è vostra responsabilità.

La televisione non è "vita reale". Nella vita reale, le persone  vanno a lavorare.
Buon lavoro

[Fonte Lorenzo Cavalca]

Massime che sono pillole lavorative


"Un problema esiste solo quando c'è una differenza fra ciò che sta effettivamente accadendo e ciò che vorresti che accadesse".
KEN BLANCHARD, formatore
"La vita è bellissima, ma difficile.. è un concerto di violino suonato in pubblico... e si impara a conoscere lo strumento solo suonando".
MORGAN FOSTER scrittore e drammaturgo
"Un investimento nel sapere frutta l'interesse migliore".
BENJAMIN FRANKLIN scienziato e politico statunitense
"Il successo è passare da un fallimento all'altro senza perdere entusiasmo."
WINSTON CHURCHILL, politico
"Per l'uomo che ha solo un martello nella cassetta degli attrezzi, ogni problema sembra un chiodo."
ABRAHAM MASLOW, psicologo
"La fede è una condizione mentale che si può indurre tramite l'autosuggestione."
NAPOLEON HILL, motivatore
"Le cattive procedure battono sempre le brave persone"
EDWARDS DEMING, docente di statistica
"È una verità economica che sia raro poter ottenere il massimo pagando il minimo".
ANTHONY HOPKINS, formatore e agente immobiliare
"Le prigioni e le strade dove camminano le persone sole sono piene di chi ha cercato di creare nuove leggi solo per sè stessi."
EARL NIGHTINGALE, motivatore
"La Massima scoperta della mia generazione è che l'essere umano può cambiare la propria vita cambiando il proprio atteggiamento mentale."
WILLIAM JAMES, psicologo 
"La Gente dà sempre la colpa alle circostanze per quello che è. Io non credo alle circostanze. Le persone che hanno successo in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze di cui hanno bisogno e se non le possono trovare le creano loro stessi".
GEORGE BERNARD SHAW scrittore
"Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare".
GIOVANNI FALCONE, magistrato

[Fonte Lorenzo Cavalca]


venerdì 10 marzo 2017

Pillolissime di Project - Management

Il Progetto (Project) è definibile come l'insieme di attività dedicate all'analisi, progettazione, pianificazione e realizzazione di un obiettivo nel rispetto di precisi vincoli
Gli obiettivi del progetto definiscono i risultati da raggiungere, risultati necessari per il conseguimento dei benefici attesi.

La parte più complicata e difficile di un Progetto è dunque fissare gli obiettivi.
  • Gli obiettivi possono essere individuati e formulati rispettando una serie di requisiti:
    Devono essere Semplici, cioè ben definiti e chiaramente comprensibile.
  • Devono essere Misurabili, vale a dire devono essere valutabili nella loro raggiungibilità .
  • Devono essere Accettabili, cioè "considerato raggiungibile" dalla persona o dalle persone coinvolte nel progetto).
  • Devono essere Rilevanti, insomma ne deve valere la pena.
  • Devono essere Tracciabile: cioè gli obiettivi, o i sotto-obiettivi devono essere tracciati nel loro avanzamento per essere conseguiti entro una data certa
[Fonte Manfred Kets de Vries]

venerdì 3 marzo 2017

Una referenza val bene una chiamata

I clienti portano clienti: si chiamano referenze.
  • Le persone che conoscete, i professionisti che pagate per lavoro, famiglia e questioni personali, se li chiamate portano clienti. Anche queste si chiamano referenze. Questa è la vostra miniera d'oro.
  • Se i vostri clienti sono una coppia, prendete i contatti telefonici di entrambi. Se i vostri clienti sono un gruppo (eredi, amici) prendere più contatti che potete.
  • Ricordate che li chiamate con un certa frequenza ricordando loro chi siete e cosa fate, i vostri clienti e le persone che conoscete vi daranno referenze.
  • Non siete così importanti. I vostri clienti passati non si preoccupano se non chiamate, né si preoccupano se chiamate.
  • All'inizio della telefonate ricordate loro sempre chi siete, e accertatevi che vi riconoscano.
  • Preparate la chiamata decidendo quali domande fare. Scrivete un copione, e preparate delle risposte convincenti a quelle che possono essere le loro domande più comuni.
  • Non abbiate timore a chiamare chi non sentite da tempo. Se chiamate queste persone accertatevi che le prime cose che direte spieghino al vostro interlocutore chi siete e perché avete il suo numero. Qualcosa del tipo" Lei è stato molto gentile da utilizzare i nostri servizi anni fa" va benissimo.
  • Non escludete a prescindere clienti, amici, conoscenti e professionisti che abitano o lavorano lontano dalla vostra zona di lavoro. Chi abita o lavora lontano dalla vostra zona, può avere una rubrica telefonica di 200/300 contatti di persone a voi sconosciute. Questo non è un buon motivo per chiamarlo?
  • Telefonate e chiamate usando il cellulare, il fisso o un programma Voip. L'e-mail è al massimo qualcosa in più.
  • Allargante la banca dati dei vostri contatti inserendo i clienti degli ultimi affari, nuove conoscenze, persone collaborative che avete incontrato nella vostra attività di business.
[Fonte Tom Hopkins / Mike Ferry]

L'importanza del cambiamento #2

Fai una cosa alla volta
Se tendi a rimandare domani quello che puoi fare oggi,  è perché puoi essere spaventato dall’affrontare cose “impegnative e importanti” tutte insieme. Non complicarti la vita: dividi tutto in fasi e affrontane una per volta, una vittoria dopo l'altra.
Costringiti a fare quello che devi
Una volta che riesci a passare all'azione difficilmente continuerai a procrastinare. Iniziare  può essere difficile. Alcuni incentivi all'inizio sono 1) scrivi le cause e le relative conseguenze del tuo lassismo (se non fai quello che devi, che succede?) 2) se devi un “lavoretto da un minuto”, fallo subito. 3) se senti il panico crescere, concediti un minuto di panico! Dopo però torna o inizia a lavorare. 4) Dai al tempo il tempo di riconoscere le situazioni e i problemi che puoi risolvere da solo e quelli per cui necessiti di aiuto.
 Usa il timer!
Procurati un timer da cucina e puntalo a venti minuti. Durante quei 20 minuti lavora intensamente. Quando suona, prenditi 5 minuti di pausa. Ripuntalo a 20 minuti e riprendi a lavorare. Dopo il terzo round, concediti una pausa di 10 minuti. Sembra di essere in cucina e suona strano. Funziona.
[Fonte Ken Blanchard]