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giovedì 27 aprile 2017

Ma che Mentalità!

Avete mai sentito dire la testa è tutto? Oppure, ha l'approccio corretto? O ancora, ha una forte impostazione mentale? Significa che se non ci credete voi, non ci crede nessuno. Parte tutto da qui.
Chi nasce con una "bella" e forte impostazione mentale è certo avvantaggiato. Tutti comunque possono guadagnarsela col tempo e con impegno.

Come si fa? Facendo tutto queste cose insieme.
a) Si devono gli obiettivi di produzione al lavoro giornaliero e alle abitudini quotidiane.
b) Bisogna sviluppare un collegamento emotivo tra obiettivi, i benefici che si ottengono dal raggiungimento degli obiettivi e il prezzo da pagare per raggiungere gli obiettivi stessi.
c) Non si deve perdere tempo ed energia in cose che non si possono controllare
d) Bisogna prenderci dei rischi: chi sta al sicuro non ha tanto successo, a meno che non sia stare al sicuro.
e) L'emotività nel lavoro è cattiva consigliera. Va limitata il più possibile concentrandosi su dati, numeri, procedure e risultati
f) Non resistere ai cambiamenti necessari: il fatto di essere in un certo modo, nel lavoro non è sempre un vantaggio; nel lavoro conta quello che funziona non cosa piace
g) Non si può accontentare sempre tutti
h) Il rifiuto non va preso personalmente e il fallimento è parte del lavoro
i) Si deve pianificare l'agenda per l'intero anno
l) Bisogna trovare un sistema per tracciare la propria attività e verificare quello che si è fatto e quello che non si è fatto.

Buon lavoro!

[Fonte Napoleon Hill]

L'Arte di Fare Domande

Vendere non è parlare, Vendere è fare domande.
Questo è un vecchio adagio della Vendita, verissimo anche oggi.
Per padroneggiare questa "arte" da dove si inizia?
Punto uno: dalla preparazione, da script, da copioni, da un lista di domande già elaborata! l'improvvisazione è cattiva consigliera.
Punto due: dall'obiettivo che si vuole ottenere dalla conversazione. Una referenza? Un appuntamento? Una "valutazione"? Un perché? Un riconoscimento? Una firma? A seconda dell'obiettivo cambiano le domande da fare. Nel lavoro,  senza obiettivi, si fanno conversazioni a vanvera.
Punto tre: si ascoltano le risposte. C'è un solo modo per ascoltare, si fa silenzio, non si interrompe e si sente cosa dice l'altra parte per comprendere. Una volta che si è compreso quanto detto, si fa la domanda successiva. Non si ascolta per rispondere, si ascolta per capire.
Punto quattro: Si prende nota delle risposte. Se la conversazione è telefonica serve per non perdere il filo, se è faccia a faccia sì assicura ulteriore attenzione all'interlocutore.
Punto cinque: per far comprendere all'altro che lo si sta ascoltando può essere utile dare segni di approvazione (muovendo la testa o dicendo affermazioni) e ripetendo in sintesi i concetti espressi dall'interlocutore.
Punto sei: in una conversazione comanda chi fa domande. Se l'interlocutore va fuori tema, si dilunga, dopo "un po'" lo si interrompe ricordando quanto ha appena detto e si fa la domanda successiva.

[Fonte: Tom Hopkins/Mike Ferry]